Il Tirreno

Pistoia

prima campanella 

Ritorno a scuola soft l’unica ombra resta la classe senza aula del Liceo artistico

Elisa Pacini
Ritorno a scuola soft l’unica ombra resta la classe senza aula del Liceo artistico

Il vero test per l’organizzazione della macchina anti contagio arriverà con le lezioni a orario completo per tutti gli studenti

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Elisa Pacini

PISTOIA. Il primo test è stato generalmente superato, ma il vero esame di un ritorno sicuro sui banchi – dopo la seconda “prima campanella” all’insegna dei protocolli anti Covid – arriverà nei prossimi giorni. Lo sanno tutti, anche all’interno degli uffici degli istituti scolastici, dove pur si è lavorato molto per arrivare a un primo giorno di scuola con un’efficiente macchina anti-assembramenti: si capirà quando rientreranno davvero tutti gli studenti, visto che soprattutto alle superiori, si è puntato su un inizio graduale.

“Pacini” e “Pacinotti” hanno riaperto solo per le prime, l’Itis “Fedi-Fermi” per prime e terze, sottoposte subito a una giornata di formazione sulla sicurezza e sulle norme anti contagio all’Auditorium. «Così sarà anche per le altre classi – spiega il vicepreside Riccardo Marchese – Abbiamo predisposto sei ingressi e ricavato aule in spazi che erano destinati ad altro per rispettare al millimetro i protocolli. Ma i laboratori non li abbiamo toccati, per noi sono troppo importanti».

Dal polo tecnico di via Panconi, allo Scientifico di viale Adua, fino alle scuole del centro, ci si scontra piacevolmente con quel fronte comune tra professori, studenti, collaboratori e famiglie deciso a dichiarare guerra alla dad e a riprendersi la socialità della scuola in presenza. Certo, eliminare del tutto le file all’entrata, i naturali slanci di entusiasmo e di affetto che caratterizzano da sempre il primo giorno di scuola, soprattutto dopo un’estate seguita a un anno con tanta didattica a distanza, è praticamente impossibile. Ma in generale la collaborazione dei ragazzi è alta: sono i primi ad essere abituati a percorsi differenziati, lezioni con le finestre perennemente aperte, ricreazione in classe. E in molti si sono già vaccinati.

«Soprattutto chi fa sport ha già il green pass – conferma la vicepreside dello Scientifico “Duca d’Aosta”, Roberta Gentile – Ne abbiamo parlato stamani con la classe che ho incontrato. Ho spiegato che, se ad esempio, andremo a teatro senza green pass non si potrà entrare. Tra i docenti la percentuale di vaccinati è altissima, anche se non totale. Speriamo davvero di poter restare sempre in presenza, ma dobbiamo stare attenti alla salute e per questo abbiamo fatto delle scelte che privilegiano i ragazzi: per i colloqui con i genitori caldeggiamo ancora la modalità digitale, meglio vedere da lontano le famiglie che gli studenti».

Sono cinque gli ingressi da cui accedono le 40 classi dello Scientifico. Due i turni, con il biennio in classe dalle 8 alle 12 e il triennio dalle 9 alle 13.

Separata l’entrata dei docenti, ma nessuna fila, né qui, né altrove, per il controllo del green pass obbligatorio per il personale, già quasi tutto registrato sulla piattaforma apposita del ministero.

Al Pacinotti gli ingressi sono tre, e gli studenti dell’indirizzo Benessere entreranno addirittura il 4 ottobre.

Il record lo detiene l’Istituto “Pacini”, che ha organizzato l’entrata degli oltre mille studenti attraverso sette ingressi diversi.

Fatto sta che, in un contesto più o meno ordinato, in cui la frequenza scaglionata dei primi giorni rimanda anche l’attesa verifica sul sistema di trasporto pubblico, qualche criticità non manca. Nonostante la protesta congiunta di genitori e docenti, una quinta del liceo “Petrocchi” ha fatto lezione in corridoio, nell’affollata ex sede dei Geometri in cui convivono la succursale dell’Artistico e dello Scientifico.

«Manca una classe, che l’anno scorso avevamo ma che è stata assegnata allo Scientifico – dice Patrizia Rosselli, presidente dei genitori del consiglio d’istituto – L’ha deciso la Provincia, che ha gestito male la situazione, comunicandocelo oltretutto il 6 settembre. Serve un’alternativa pronta subito che non crei troppi disagi ai ragazzi e non faccia passare il messaggio che ci sono scuole di serie A e di serie B».

Una macchia su un ritorno a scuola sostanzialmente ben organizzato visto che, da tempo, la Provincia aveva supportato il “Pacini” e il “Salutati” di Montecatini nel reperimento degli spazi mancanti per garantire lezioni in sicurezza. Così non è stato per l’Artistico e la soluzione paventata di trasferire la quinta negli ex uffici della Forestale in Viale Adua non convince. «È un spazio che necessita di lavori per adibirlo a classe – dice Rosellini – Oltretutto sarebbe la quinta sede della scuola, assieme a quella centrale, quella di via Cino e quelle agli ex Geometri e a Quarrata».

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