Sicurezza
Niente pluriclasse e l’intera Sambuca fa festa al suono della campanella
Scongiurato l’accorpamento alla media Santoli di Pavana L’appello del sindaco: «Scuola parentale, ripensateci»
Elisa Pacini
SAMBUCA PISTOIESE. Una campanella dalla potenza di una fanfara che annuncia un trionfo, una vittoria, una grande festa. Sarà quella che, nel giorno del ritorno sui banchi degli studenti toscani, suonerà stamattina anche alla scuola media statale “Quinto Santoli” di Pavana ,in cui si festeggia soprattutto il mantenimento di tutte e tre le classi anche per quest’anno scolastico.
Il secondo che parte in tempi di pandemia. Ma, almeno tra le montagne del comune di Sambuca, l’assembramento più temuto rimane uno e uno solo: la pluriclasse. Politichese della scuola che vuol dire accorpamento di studenti di età diverse, come succedeva nel dopoguerra.
Un’“ammucchiata” didattica che – in un certo senso – stride in un territorio di 1.500 residenti, con i pulmini che recuperano gli studenti sparsi tra i boschi di questo lembo estremo ma non così piccolo della provincia di Pistoia. Con un territorio di 78 chilometri quadrati, Sambuca segna una bella fetta del confine tra Toscana ed Emilia Romagna, che si perde tra i castagni dell’Appennino e nell’accento già morbido dei suoi resilienti abitanti.
Tra loro il più famoso è sicuramente Francesco Guccini, che proprio nella Pavana della scuola media dei trentuno iscritti per tre classi – per cui si è battuto un fronte trasversale che va dal sindaco al consiglio parrocchiale – è nato ed è tornato da anni ad abitare. Lui che ha cantato in una sua famosa ballata dello “slancio generoso e del sogno matto” di Don Chisciotte, in perenne lotta contro quelle che paiono le più invincibili ingiustizie.
Parole che oggi sono dedicate a chi, dalla chiesa alla Regione, passando per il prefetto, col sindaco Fabio Micheletti in testa, anche in quest’estate si è battuto per tenere aperta e al massimo dell’efficienza la scuola media. Trovando ascolto in Sarah Calzolaro, dirigente scolastico della “Cino da Pistoia”, comprensivo di cui fa parte la “Santoli” di Pavana, e il provveditorato.
«Avere tutte e tre le classi delle medie è un successo – dice il sindaco Micheletti – con i nostri numeri, ogni anno siamo a rischio pluriclasse, che sarebbe un certificato di morte per la nostra scuola visto che noi puntiamo sulla qualità, garantendo il trasporto scolastico per esempio. La pluriclasse con il Covid è oltretutto un non senso. I protocolli dicono che non deve superare i sedici alunni, ecco che con gli undici iscritti alla prima e i nove alla seconda, abbiamo fatto valere i nostri diritti e siamo riusciti a fare due classi indipendenti».
In terza media di alunni ce ne sono undici, dice il sindaco, snocciolando numeri di una battaglia che non è finita.
«Per i prossimi due anni siamo tranquilli, perché ci sono dodici bambini in quinta elementare e dieci in quarta – continua – ma i problemi verranno dopo, perché dalla prima alla terza ci sono cinque-sei bambini per classe».
Il rischio che una famiglia scelga una scuola in un altro comune fa diventare la situazione da difficile a drammatica: «La concorrenza tra i comuni sul fronte scolastico è enorme» confida il sindaco.
Perché se la Montagna pistoiese è stata colpita negli ultimi quarant’anni da tassi di spopolamento pesantissimi (nel 1975 San Marcello, Piteglio, Abetone, Cutigliano e Sambuca facevano insieme 25mila abitanti, mentre oggi crollati a 11mila), anche nell’efficiente e vicinissima Emilia Romagna le cose sono cambiate.
«D’altra parte, se togli i servizi di base, la comunità si spegne – spiega Micheletti – e la scuola media è uno di questi. Bisogna fare come in Piemonte o nella stessa Emilia, dove vengono dati incentivi per ripopolare la montagna. Al lavoro si penserà dopo, l’emergenza è demografica».
Oltre alla bassa natalità e all’emigrazione scolastica, il quadro è reso più complesso dalla scelta in numeri non trascurabili della scuola parentale. È il caso della comunità degli elfi, componente storica dei residenti di questa parte di Appennino, dove soprattutto con la pandemia si è tornato a fare scuola in proprio ai figli da parte dei non pochi genitori laureati, in possesso dei requisiti richiesti dalla Costituzione, che autorizza la scuola a casa.
A loro si appella il sindaco per accrescere le fila della squadra scesa in campo per garantire un futuro alla media di Pavana, situata di fronte alla chiesa dei Santissimi Maria e Frediano di Pavana, il cui consiglio ha chiesto ed ottenuto un finanziamento dalla Fondazione Caripit per ammodernare gli ambienti.
«Sarebbe stato davvero brutto assassinare la nostra scuola proprio ora che sono stati fatti investimenti per la riqualificazione da parte del consiglio parrocchiale che ringrazio – chiude Micheletti – Spero che qualche famiglia che ha scelto la scuola parentale ci ripensi e in futuro scelga la scuola pubblica. Ma alle istituzioni scolastiche chiedo che vengano rivisti i criteri e i numeri minimi per le classi, per garantire la scuola anche in zone come la nostra. Dove comunque alcuni ragazzi impiegano 25 minuti di pulmino per arrivare, ma per andare a Porretta ci vorrebbe di più. Non parliamo poi di scendere a Pistoia con la viabilità disastrata che abbiamo».
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