Italia
Aziende artigiane, il 22 per cento è pronto a nuove assunzioni
Cna, Bettazzi confermato presidente per il prossimo biennio: «Dati in ripresa ma ora le amministrazioni aiutino il rilancio post-pandemia con politiche ad hoc»
pistoia. Sarà Claudio Bettazzi a guidare nel prossimo biennio Cna Toscana Centro, che ha raggiunto la quota di oltre 25mila associati, tra imprenditori, cittadini e pensionati. A decretare la riconferma del presidente sono stati oltre 140 componenti l’assemblea elettiva Cna, riunita venerdì scorso a Montecatini. Un forte rinnovamento ha caratterizzato le elezioni dell’organizzazione – con un tasso di ricambio pari al 39 per cento – e oggi Cna è guidata da imprenditori con una media di 54 anni di età, di cui il 15 per cento sotto i 40 anni, tra i quali si annovera anche un componente di 23 anni.
o Bettazzi ha tenuto a sottolineare come gli ultimi due anni siano stati durissimi per le imprese: «Non siamo ancora fuori da una crisi che ha trasformato la società, l’economia, le relazioni, l’organizzazione del lavoro. Anche noi dobbiamo modificare le strategie per rappresentare al meglio e a ogni livello gli interessi di aziende, cittadini e pensionati, per rafforzare le competenze interne e introdurre servizi innovativi ad hoc per i nostri imprenditori che danno lavoro a oltre 10mila addetti e operano nell’artigianato (76 per cento) , nel commercio (12 per cento) , nell’industria e come professionisti (12 per cento) . Le nostre imprese agiscono su liberi mercati, senza tutele o sostegni, rischiano in prima persona e si reinventano, salvaguardando occupazione e ampliando fette di mercato. A loro Cna si rivolge con grande senso di responsabilità, lavorando in squadra, e le amministrazioni tutte devono creare un contesto favorevole per fare impresa. Come? Le nostre richieste sono chiare. Per consolidare la ripresa, le amministrazioni dovranno essere veloci e concrete per acquisire la maggior parte delle risorse provenienti dal Pnrr, e supportare così con azioni strutturali le imprese. Abbiamo necessità – prosegue Bettazzi – di un contenimento della tassazione locale: rimodulazione aliquote Imu, il piano rifiuti regionale, la tariffazione puntuale della Tari, l’esenzione della Cosap. Inoltre ci aspettiamo sostegno dal sistema bancario, le tanto annunciate riforme fiscali e di sburocratizzazione, la riforma degli appalti pubblici, la trasformazione dei bonus edilizi, detrazioni fiscali, superbonus. Altrettanto importante sarà intervenire sull’ammodernamento delle infrastrutture materiali e immateriali dei territori e valorizzare le nostre tipicità, implementando l’offerta turistica e lo stretto legame con l’artigianato di qualità.
Questo è quello che serve davvero alle piccole e micro imprese. Dopo un periodo di stagnazione infatti, negli ultimi mesi i dati camerali confermano una ripresa della produzione industriale e le esportazioni mostrano un recupero del terreno perso per la pandemia. Ciò vale anche per l’occupazione visto che il 34 per cento di imprenditori pratesi intervistati e il 22 per cento di quelli pistoiesi prevede assunzioni, con contratti a tempo indeterminato o apprendistato, e questo è un dato positivo che conforta e su cui dobbiamo costruire le prossime strategie. Un altro indicatore interessante viene poi dall’ultima indagine di Cna nazionale, su dati Istat, che ha confermato come il sistema manifatturiero italiano – con oltre 380mila imprese attive, giuridicamente organizzate come imprese artigiane nel 63,8 per cento dei casi e capaci di produrre un export complessivo pari al 15,8 per cento del totale nazionale – stia spronando la ripresa e consentano all’Italia di posizionarsi al secondo posto tra le grandi economie europee, subito dopo la Germania».
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