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«L’uso del Green pass negli impianti sciistici va differenziato»

C.B.

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Abetone. Splende un sole settembrino e l'estate si fa ancora sentire. Di neve non se ne vede, ma Federfuni Italia non vuole mettere tempo in mezzo e interviene sulla proposta di obbligo generalizzato del Green pass per l'accesso agli impianti sciistici, dichiarandosi perplessa sull'utilizzo indiscriminato di questo strumento. «Si propone una differenziazione tra le diverse realtà – osserva Federfuni Italia – ma, ancora una volta, in nome della tutela delle esigenze delle stazioni più famose, le proposte non tengono conto delle caratteristiche della maggior parte dei comprensori sciistici. Non è possibile prevedere l'obbligo del Green pass in tutte le stazioni sciistiche. Ci sono stazioni, e sono la maggior parte, dove non vi sono impianti a cabine chiuse o seggiovie con cupole. E allora – si legge ancora nel comunicato – come mai dobbiamo subire l'applicazione di strumenti particolari per il nostro settore per arrivare a ottenere una capienza maggiore per le stazioni che presentano un maggior numero impianti di quel tipo e che necessitano di capienze maggiori. E' un assurdo anche legislativo che la nostra attività, che viene svolta all'aperto, abbia una penalizzazione rispetto alle altre pratiche sportive e sociali svolte in ambienti aperti». Federfuni Italia, che ha come presidente nazionale Andrea Formento, ritiene che l'obbligo della mascherina sia già una precauzione importante per prevenire la diffusione della pandemia viste le particolari e favorevoli situazioni ambientali dove viene svolta l'attività sciistica e ritiene che sia invece da valutare attentamente l'attuale imposizione del distanziamento anche negli accessi agli impianti e alle biglietterie. «Il nostro settore – termina la nota – va valutato come un altro qualsiasi settore turistico, come uno stabilimento balneare o un trasporto pubblico, utilizzando le norme già previste per tali situazioni valutando anche il fatto che già lo sciatore è già dotato di un abbigliamento che limita la circolazione del virus. Siamo quindi favorevoli a valutare un uso differenziato del Green pass senza che questo penalizzi il settore».

C.B.

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