Sicurezza
Il Forum toscano per l’acqua pubblica preoccupato per la nuova società voluta da cinquantacinque Comuni
Pistoia. Si va verso la costituzione di una holding pubblica per la gestione del servizio idrico, che superi l’esperienza di Acque Spa, società che dal 2002 riunisce soci pubblici e privati nelle province di Pistoia, Pisa, Lucca e Firenze. I consigli comunali in questi giorni stanno ratificando la manovra per l’acquisizione delle partecipazioni di Abab Spa (che riunisce i soci privati), che valgono il 45 per cento.
I Comuni interessati (in tutto 55) chiederanno un prestito alle banche di 80 milioni di euro, da ripagare nell’arco di cinque anni. «Si tratta di un’operazione finanziaria, mirante sì ad acquistare le quote della parte privata attraverso una holding “NewCo” appositamente costituita, ma l’obiettivo finale rimane quello di gestire il servizio idrico integrato attraverso una Spa, quindi una società di diritto privato», scrive il Forum toscano dei movimenti per l’acqua. Che torna a chiedere la trasformazione di Acque Spa in società di diritto pubblico e priva di profitti, vale a dire un’azienda speciale consortile.
Nel lungo periodo c’è anche l’ipotesi di creazione di una grande multiutility toscana, che vada a gestire non solo l’acqua, ma anche altri servizi come per esempio i rifiuti. Andrebbe a farsi benedire (ancora una volta) il risultato del referendum del 2011: nell’occasione 26 milioni di italiani si recarono alle urne per chiedere che l’acqua restasse un bene di natura esclusivamente pubblica, e che da essa non si traesse profitto.
Il Forum ha così inviato ai sindaci coinvolti una diffida a non approvare delibera, statuto e patti parasociali relativi al progetto della NewCo. Questo perché, secondo le associazioni per la ripubblicizzazione dell’acqua, non sono state «rispettate le modalità di consultazione pubblica, con relativa pubblicità delle stesse e adeguati tempi per poter presentare le opportune osservazioni al progetto». Non viene escluso inoltre un esposto alla Corte dei Conti, «per impedimento nello svolgimento del proprio ruolo istituzionale». Insomma, è in corso una battaglia sull’acqua. «L’unico modo per “mettere in sicurezza” l’acqua pubblica è la sua gestione partecipata, trasparente e democratica attraverso una società di diritto pubblico – ribadisce il Forum – invece l’operazione NewCo avviene in tempi estremamente contingentati e sotto il segno di una scarsa trasparenza e una nulla partecipazione da parte dei cittadini. L’esatto contrario di quanto sarebbe necessario quando si sceglie come gestire uno dei beni comuni per eccellenza».
L.S.
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