Sicurezza
Il “pallone” torna a volare tra applausi e tante speranze
Dopo lo stop imposto l’anno scorso dal Covid la mongolfiera di Santa Celestina è riuscita ad alzarsi dalla piazza nonostante i problemi creati dal vento
Carlo Bardini
San Marcello. Di poco, ma, anche quest’anno, il “pallone” di Santa Celestina ha superato il campanile della chiesa di San Marcello. Ma è stato un lancio complicato quello di ieri, con il vento che ci ha voluto in tutti i modi mettere lo zampino, non permettendo agli organizzatori di gonfiare la mongolfiera a regola d’arte. E anche se qualcuno dubita che abbia superato la punta del campanile, poco importa, perché il pallone di carta, quest’anno, ha avuto un valore simbolico molto più importante rispetto al passato. Quello della rinascita, della volontà di ripresa di una vita normale, cercando di far dimenticare, almeno per un giorno, la tragicità della pandemia. La voglia di tornare alla quotidianità perduta, ieri, la si percepiva ovunque. Perciò già il fatto che, dopo lo stop del 2020, si sia tornati a lanciare nel cielo la mongolfiera è stata una grande conquista.
«La nostra mongolfiera – ha detto il sindaco di San Marcello-Piteglio Luca Marmo – ha sempre un valore simbolico. Ma quest’anno lo si avverte ancora di più, perché dopo lo stop dello scorso anno ci siamo ritrovati con gli organizzatori e abbiamo lavorato uniti per riorganizzare la festa di Santa Celestina. E questa festa simboleggia la ripartenza di cui abbiamo bisogno».
Il pallone lanciato ieri ha portato con sé anche un saluto particolare. Quello a Franco Cinotti, scomparso martedì, per anni collaboratore del lancio del pallone di carta.
«Il pallone è di tutta la montagna – hanno detto i nipoti Andrea e Francesco Pierazzi, che costruiscono la mongolfiera – quindi abbiamo preferito non dedicarla a nostro nonno. Ma con sé in volo porta una striscia con scritto “a nonno Franco e a nonna Marisa”, scomparsa alcuni mesi fa».
E mentre il pallone saliva verso il cielo, Franco Cinotti è stato ricordato con un applauso.
Poco importa che quest’anno il volo non sia filato liscio come l’olio. Prima, la presenza del vento, che ha messo in discussione lo stesso lancio, per paura che si rompesse la carta, facendolo ritardare di di più di un’ora, con gli organizzatori cercavano di gonfiare la mongolfiera alla perfezione. Poi, quando finalmente è stato lanciato nel cielo, il pallone si è scontrato con il cavo a cui precedentemente era agganciato, strappandosi e capovolgendosi, ma continuando la sua corsa.
Alcuni pezzi di carta sono volati via e il brusco atterraggio è avvenuto poco lontano dalla piazza, nei pressi delle poste centrali.
«È una soddisfazione aver potuto rifare la festa di Santa Celestina – ha detto Mario Capobianco, referente dell’Appennino Volley, organizzatore della manifestazione in collaborazione con il Comune e il Comitato parrocchiale sanmarcellino – E anche le persone stanno apprezzando, perché nonostante sia un mercoledì pomeriggio, durante il lancio del pallone la piazza si è riempita di gente».
Alla manifestazione, che chiude l’estate sulla montagna pistoiese, si poteva partecipare solo in possesso di green pass: a fare i controlli diversi uomini delle forze dell’ordine.
Prima di cena si è svolta poi la consueta tombola, quindi Santa Celestina è stata salutata dai consueti fuochi artificiali.
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