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Covid, 48 ricoverati: nove in terapia intensiva
Pistoia, allarme dei sindacati per la carenza di personale mentre l’Asl riapre il reparto di cure intermedie all’ex ospedale del Ceppo
PISTOIA. Aumenti dei ricoveri e sospensione dal servizio di medici e infermieri non vaccinato: il rischio è quello di una tempesta perfetta che potrebbe portare al collasso l’ospedale di Pistoia a causa della carenza di personale. Un allarme ripetutamente lanciato in questi giorni dai sindacati di categoria e che viene amplificato dai numeri del contagio in provincia, che continua a correre. Con i pazienti dei reparti Covid del San Jacopo che continuano ad aumentare. Con i sette nuovi ricoveri di ieri (a fronte di cinque dimissioni: una in hotel sanitario, una alle cure intermedie e una a casa) sono saliti a nove i pazienti in condizioni gravi che si trovano in terapia intensiva e a 39 quelli ricoverati in isolamento.
Una situazione che ha spinto l’Asl a riaprire il reparto di cure intermedie all’ex ospedale del Ceppo. Sono 16 i posti letto attualmente disponibili, collocati al terzo piano del padiglione Cassa di Risparmio: otto per ora i pazienti ricoverati. Si tratta di pazienti dimessi dall’ospedale i quali «una volta terminata la fase acuta – spiega l’Asl – pur non avendo necessità di proseguire il ricovero ospedaliero devono comunque completare il percorso clinico-assistenziale con una ulteriore fase di monitoraggio a carattere medico e infermieristico. Tale monitoraggio consente di individuare tempestivamente eventuali aggravamenti e di valutare la possibilità di un nuovo trasferimento in ospedale».
La gestione organizzativa della struttura è affidata alla dottoressa Silvia Mantero, direttore Cure intermedie unità di valutazione. Il team medico, prevalentemente specialisti geriatri, è diretto dal dottor Carlo Adriano Biagini, che è responsabile clinico delle Cure intermedie del Ceppo e direttore della struttura complessa di Geriatria; quello infermieristico e Oss è coordinato dalla dottoressa Lucia Cirillo. In reparto ci sono anche i fisioterapisti, coordinati dal dottor Simone Bonacchi, per valutazione funzionale, riabilitazione e couseling.
Tornando ai numeri del contagio, sono stati 69 i nuovi casi diagnosticati ieri in provincia di Pistoia: Abetone e Cutigliano uno, Agliana cinque, Buggiano due, Chiesina Uzzanese uno, Lamporecchio due, Larciano due, Massa e Cozzile uno, Monsummano quattro, Montale tre, Montecatini cinque, Pescia quattro, Pieve a Nievole due, Pistoia 28, Quarrata otto, San Marcello Piteglio uno.
Situazione che, come detto, ravviva la preoccupazione dei sindacati, che invocano nuove assunzioni. «Ci ritroviamo – denuncia il dirigente della Cisl fp Pistoia-Sanità Roberto Rossi – non solo senza avere effettuato un numero necessario di assunzioni, ma addirittura con una decurtazione del personale, causa le sospensioni di chi ha scelto di non vaccinarsi. È bene che si sappia che questi primi numeri non sono che una punta di un iceberg, a queste molto presumibilmente andranno ad aggiungersi altre sospensioni. Dovremo poi aggiungere i sospesi dagli altri ordini e collegi delle professioni tecnico sanitarie, oltre che degli Oss. Non è quindi neppure pensabile, a nostro avviso, continuare a garantire i medesimi servizi, sia come numero sia come qualità assistenziale, in mancanza di assunzioni immediate».
Massimo Donati
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