Il Tirreno

Pistoia

l’addio in cattedrale 

«Fate vivere mio padre raccontando i vostri ricordi»

Tiziana Gori
«Fate vivere mio padre raccontando i vostri ricordi»

Le commoventi parole dell’ultimogenito di Mantellassi alla cerimonia funebre La moglie Roberta: grazie per tutto quello che ci hai dato, sei ancora con noi

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Tiziana Gori

pistoia. «Quando è morto, mio nonno aveva 60 anni e tre mesi. Io non l’ho conosciuto. Mio padre è morto a 60 anni e un mese e i suoi nipoti, quando ci saranno, non l’avranno conosciuto. Per questo vi chiedo: tenete a mente, scrivete, i ricordi che avete di lui. Di modo che potrete raccontare chi era. Mio nonno è vissuto in me attraverso i ricordi dei familiari, dei tappezzieri, degli amici».

Strappano un applauso le parole piene di commozione di Carlo, 23 anni, l’ultimogenito di Nicola e Roberta Mantellassi. Così come, pochi minuti prima, lo avevano strappato il ricordo della moglie del mobiliere. Quel “grazie”, rivolto a tutti, per la vicinanza espressa in questi giorni di dolore per la famiglia di imprenditori quarratini.

Per quanto consentivano le disposizioni anti Covid, la cattedrale di San Zeno ha accolto ieri mattina più di un centinaio di persone, venute a portare l’ultimo saluto a Nicola Mantellassi, morto sabato sera sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria per un infarto fulminante.

Mantellassi stava tornando da una vacanza in Sicilia fatta con la moglie quando, all’altezza di Lauria (Potenza) ha avuto un malore. «Io credo – ha detto Roberta – che se anche lui non c’era già più mi ha protetta. Ha fatto in modo, in quei terribili momenti, che riuscissi a mantenere il controllo della macchina e a non sbandare. Personalmente – ha detto dal pulpito della chiesa – non credo nella morte, Nicola è con noi. Con lui non sono state tutte rose e fiori, ci sono stati momenti difficili, ma li abbiamo superati. Lui guardava sempre al futuro, e così faremo noi. Non avremo più la sua presenza fisica, ma sarà con noi. Io e i suoi figli lo sentiamo. Ci sussurrerà cosa fare. Grazie amore mio per tutto quello che ci hai dato».

«Di mio babbo – ha detto Carlo – ricorderò le barzellette sporche di Pierino che mi raccontava da piccolo. La sua mente capace di produrre mille idee. Aveva sempre in testa qualcosa per migliorare l’azienda. Noi lo prendevamo in giro per questo. Una cosa però – ha aggiunto – mi fa soffrire. Ed è che, così come io non ho conosciuto nonno Carlo, i suoi nipoti non conosceranno lui. Per questo vi dico di conservarlo nei ricordi, di scrivere cose legate a lui, per raccontarle un giorno».

La messa funebre è stata celebrata da don Luca Carlesi, vicario episcopale del centro storico, e da don Paolo Palazzi. Tante le persone che hanno voluto rendere l’ultimo omaggio al mobiliere, cercando di portare conforto alla moglie, ai figli Giulio, Marco e Carlo, al fratello Alberto, alla madre. Tra gli altri il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi insieme al consigliere Gabriele Sgueglia e all’assessore Alessandro Sabella.

Mantellassi 1926, nata 95 anni fa a Quarrata come tappezzeria con Macario, il figlio Remo e la moglie Elisa, è stata negli anni d’oro del distretto del mobile una delle aziende di punta. Poi sono arrivate le difficoltà, insieme alla scelta di trasferirsi da Quarrata a Gello, nell’area ex Permaflex. L’impegno di Roberta e Nicola e la scelta di abbinare alla produzione di divani e salotti soluzioni di arredo “chiavi in mano” per il mercato del lusso ha rilanciato l’azienda, che nel 2019 ha inaugurato a Gello uno show room da mille metri quadrati. In quel frangente, Roberta e Nicola hanno annunciato l’ingresso in azienda dei figli gemelli Marco e Giulio, di 32 anni. Dove adesso sta muovendo i primi passi anche il figlio minore Carlo.

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