Sicurezza
Mecenate e visionario Iozzelli nel ricordo dell’amico Suppressa
pistoia. «Sono sconvolto, non riesco a trovare le parole». Lo ha avuto al suo fianco come vicesindaco per cinque anni, lo conosceva bene, ma Renzo Berti non ha voglia di condividere niente del tempo trascorso con Luca Iozzelli. Rispettiamo la sua scelta. L’ex sindaco preferisce vivere il lutto in silenzio.
«Siamo tutti provati – dice l’architetto Alessandro Suppressa, amico da una vita di Iozzelli – Abbiamo condiviso insieme la prima esperienza in consiglio comunale, più di trent’anni fa. Ma il nostro rapporto era su più livelli: c’era quello politico e c’era quello sociale. In più Luca amava l’architettura, e questo era un ulteriore elemento di scambio. La casa dove ha a lungo abitato, alle Sei Arcole, era stata disegnata da Giovanni Michelucci, che spesso faceva visita a Giovancarlo».
«Poi – continua Suppressa – c’è l’aspetto professionale. Mi occupo di restauri, e dalla Fondazione sono stato incaricato di restaurare la parte di palazzo dei Vescovi che sarà destinata a esposizione museale. Luca era una guida, un riferimento importante per Pistoia. Aveva una visione della città proiettata sul futuro, la sognava fuori dalla dimensione provinciale che ancora parzialmente la limita. Credo – conclude – che Luca ci abbia lasciato il senso della passione con cui ha vissuto la sua vita». Fuori dall’ambito professionale, Suppressa ne ricorda le grandi passioni sportive: l’Inter e il basket. In questo influenzato da babbo Giovancarlo e dall’avere un fratello, Giulio, che è stato a lungo direttore generale del Pistoia Basket.
Altri amici ricordano anche le fragilità dell’uomo Luca Iozzelli. Il carattere che spesso tendeva a incupirsi, ma anche l’ironia e la sagacia. Qualità che sapeva usare benissimo.
«Sin dall’inizio della sua presidenza alla Fondazione – ricorda Suppressa – Luca ha ribadito il forte impegno che l’ente doveva garantire in ambito sociale a causa del perdurare della crisi. Auspicava una stretta collaborazione, tra soggetti pubblici e privati, per individuare una visione strategica comune in grado di superare divisioni anacronistiche e dare un futuro migliore alla città».
T. G.
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