Gioco
Briciole di memoria, eredità per la sua grande famiglia
agliana. Le “Briciole di memoria” raccolte nel libro scritto nel 2014, a 92 anni, da Marcello Lucotti, sono in primis per la sua famiglia. Arrivata alla quarta generazione, con i figli già grandi dei tanti nipoti che lo hanno aiutato nella trascrizione al computer. Il timore, dopo una vita vissuta «tanto in fretta» dice «è non aver avuto l’occasione di raccontare la vita alla mia famiglia».
Ma è un libro interessante per tutti, chiuso dal commento sotto forma di lettera del cugino alla lontana Tebro Sottili, al cui nome è legata la nascita di tante esperienze solidali e aggregative a Pistoia. Sottili prova a calmare l’ardore intriso di disillusione con cui, dopo tanti anni, Lucotti parla della guerra e del dopoguerra, lui che aveva aderito giovanissimo al Partito comunista e piano piano se ne allontanò. Ma soprattutto gli svela che fu la sorella Valeria a inforcare la bicicletta da uomo del babbo e a pedalare da Santomato ad Agliana per informare mamma Gemma, nei giorni dopo l’8 settembre 1943, che il suo Marcello era vivo. Poco prima, Valeria e Tebro, dieci anni ai tempi dell’armistizio, se lo erano trovati a sorpresa alla porta «cencioso, sporco e spaurito», sceso dal convento di San Quirico dopo la fuga a piedi attraverso i monti. La fuga di tutto il suo reggimento dalla deportazione tedesca verso il campo di concentramento di Fossoli.
Ma nel libro non c’è solo la guerra. C’è l’amore per Alda, per i figli, per la madre, e c’è l’Agliana di una volta. Quella del miracolo economico con le pubblicità e i cataloghi sempre più belli delle rubinetterie disponibili alla “Lucotti Marcello” di via Magnino Magni. Eroe della Resistenza aglianese che il piccolo Marcello conosce fornaio tramite le ciambelle bianche portate al proposto di San Niccolò dove mamma Gemma presta servizio. C’è l’Agliana coi suoi quattro teatri, l’Agliana dove tutti si conoscevano per soprannome, l’Agliana del berlingozzo e delle frittelle di San Giuseppe. E se la politica può dividere – e in quegli anni sì che divideva – intorno al tavolo come sempre si ritrovava spesso l’armonia. L’Agliana dove ci si fidanzava in bicicletta e non sul cellulare, che oggi i giovani possono conoscere attraverso i racconti di nonno Marcello.
E. P.
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