Gioco
Dal Four Seasons di Guangzhou allo street food con prodotti gourmet
Lo chef Filippo Fondatori: «Ho deciso di tornare in Italia quando è scoppiata la pandemia, Degustifood è la mia scommessa»
PISTOIA. Per 12 anni ha lavorato all’estero poi, complice la pandemia, ha scelto di tornare in Italia. Scelta coraggiosa e difficile già quella di rientrare, visto il curriculum maturato nell’ambito della ristorazione -prima in un ristorante di Sirio Maccioni ai Caraibi e poi come sous chef (il numero due dell’intero albergo) al Four Seasons di Guangzhou, in Cina – e una sfida proporre street food con prodotti di nicchia: la pasta Mancini, gli affettati di Savigni, i formaggi de “La Dispensa”, i tartufi di Savini, il tonno Armatore, le conserve dell’azienda maremmana “La Parrina”. Eppure Filippo Fondatori, 38 anni, questa è la strada che voleva percorrere dal momento in cui, nel fondo di Sant’Agostino in cui aveva da poco inaugurato la bottega alimentare con il pane e i prodotti gourmet, ha deciso di ampliare l’attività con Degustifood.
Street food-pizzeria aperto a pranzo e a cena in via Cellini, poco distante dalla rotonda di via Fermi. «Apparecchiatura più semplice a pranzo e – spiega Filippo – set up con i colori dominanti del giallo e nero, tovaglietta e calici per la cena. Abbiamo uno spazio esterno per la zona aperitivi che stiamo finendo di allestire, mentre per i dettagli – decorazioni, porta olio, porta vasi -ci siamo affidati agli artigiani de “La brocca”, in via Carratica». Dal sei marzo Degustifood è un buon punto pranzo per i tanti operai, impiegati e artigiani della zona industriale. «Ancora dobbiamo farci conoscere, ma siamo soddisfatti. Da diversi anni il nostro forno prepara le paste per il Valiani, poi abbiamo aperto la bottega con i prodotti gourmet e infine lo street food». Per le pizze il prezzo varia da sei a 12 euro: «La tonda e la pinsa, che è un tipo di pizza molto leggero, con molta acqua nell’impasto. Come abbinamento abbiamo scelto la birra Baladin, tutta italiana, prodotta a Cuneo. Le Langhe sono luoghi di vino, ma siamo estimatori della birra di quest’azienda, attiva dal 1996. Si abbina con tutto: con le pizze, ma anche con il pesce, le carni bianche e i formaggi a pasta molle». C’è il menù per bambini (da tre a sei euro), i taglieri con la selezione di formaggi, selezione di cinta senese & sambucano Savigni, i panini e i supplì. «I supplì sono un “regalo” dei miei anni a Roma – sorride Fondatori – lo propongo di mare, di terra e dell’orto». Punto di forza, come per qualsiasi street food che si rispetti, i panini, con prezzi che variano da sette a nove euro e serviti con patatine al parmigiano. «Partiamo dal prodotto che vendiamo in bottega e lo trasformiamo in panino, esaltandone il gusto». A “condurre” la bottega è Eric Meschi, valido collaboratore di Fondatori.
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Non è stato un azzardo tornare ora in Italia? «La pandemia ha cambiato le mie priorità. La vita da espatriato è bella ma senza punti di riferimento. Con la mia famiglia abbiamo deciso di tornare in Italia. Ho lavorato per alcuni mesi in Sardegna maturando l’idea di avviare un’attività a Pistoia». Il curriculum di Fondatori è di tutto rispetto: istituto Alberghiero, aiuto cuoco alla Cugna, varie esperienze in Italia – tra cui tre anni a Roma – fino a quando un amico non gli disse che Maccioni cercava un cuoco per un suo ristorante a Santo Domingo. Ai Caraibi Filippo ha incontrato sua moglie, e con lei al fianco ha continuato a girare il mondo. Nuova Dehli e poi Four Seasons, a Guangzhou. La voglia di tornare a casa, pur con tutte le difficoltà che può comportare portare avanti un’attività imprenditoriale a Pistoia ora, ce l’aveva da un po’ di tempo. Il coronavirus ha accelerato tutto.
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