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La comunità di Popiglio festeggia i 750 anni della Pieve di S. Maria

Carlo Bardini
La comunità di Popiglio festeggia i 750 anni della Pieve di S. Maria

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Popiglio. La piccola Cattedrale della Montagna pistoiese compie 750 anni. Per una settimana la comunità di Popiglio celebra i tre quarti di millennio della propria pieve con un programma di celebrazioni e iniziative. Il 15 agosto il vescovo di Pistoia monsignor Fausto Tardelli celebrerà la Messa.

Sono passati tre quarti di millennio, infatti, dal 1271 quando venne finita di edificare la Pieve di Santa Maria Assunta di Popiglio. Un anniversario che verrà celebrato in tono semplice, ma molto sentito, con un calendario di iniziative organizzato dalla parrocchia di Popiglio, una settimana fra celebrazioni religiosi e iniziative culturali.

Il sogno sarebbe stato quello di organizzare una grandissima festa popolare come avrebbe meritato un anniversario di questo tipo, ma la lotta alla pandemia, ovviamente, lo sconsiglia. Il programma delle celebrazioni comincia da domani con una messa nella chiesa del vicino convento delle suore in occasione della festa di San Domenico.

Si prosegue poi con la tradizionale processione di Santa Maria per le strade del paese. Al fianco del parroco, don Adam Tabiziewski, ci saranno tutti i suoi predecessori.

Il 15 agosto, invece, la messa sarà celebrata dal vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli.

Ricco e variegato anche il programma delle iniziative culturali, in programma in chiesa alle 21.

Lunedì si parlerà di don Lorenzo Milani e dell’attualità della sua lezione con Sandra Gesualdi.

Giovedì 12 saranno affrontati gli aspetti storici e artistici della Chiesa, mentre lunedì 16, con il critico televisivo di “Avvenire” Andrea Fagioli, sarà affrontato il tema “Stare svegli davanti agli schermi: la necessità di un’attenzione”.

Nel XIII secolo la comunità popigliese decise di dotarsi di una chiesa più grande e naturalmente non badò a spese. Si tratta infatti di una delle chiese più grandi di tutto l’Appennino tosco-emiliano.

Per lavorare all’imponente facciata ispirata allo stile tardo romanico, con due bifore e una trifora e costruita in pietra serena, furono ingaggiati dei maestri scalpellini lombardi, i cosiddetti comacini, che finirono il lavoro nel 1271, dando prova del loro estro.

Carlo Bardini

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