Il Tirreno

Pistoia

È morta "Mamma Ebe", la santona di San Baronto: la villa sul Montalbano, i processi e l'arresto

Gigliola Giorgini, "Mamma Ebe"
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Gigliola Giorgini, "Mamma Ebe"

Gigliola Giorgini aveva 88 anni. Figura controversa e protagonista di cronache giudiziarie fra "guarigioni" e condanne

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RIMINI. È morta venerdì 6 a 88 anni all'ospedale Infermi di Rimini, Gigliola Giorgini, nota come Mamma Ebe, figura controversa e protagonista di cronache giudiziarie e conosciuta anche come la "Santona di Carpineta" o la "Santona di San Baronto" (aveva una villa alle pendici del Montalbano). Il decesso - riporta l'edizione riminese del Corriere di Romagna - è legato agli effetti di una neoplasia: oggi - spiega il quotidiano - i funerali, che saranno celebrati a Sant'Ermete nel Riminese.

Nata a Pian Del Voglio, nel Bolognese, nel 1933, Mamma Ebe era stata definita la Santona di Carpineta, per il suo ruolo alla guida della congregazione Pia Unione di Gesù Misericordioso. Insieme a diversi adeptì riceveva persone che confidavano nelle sue presunte capacità di guarire con medicinali, placebo e preghiere: uno dei centri in cui riceveva era una villa della frazione cesenate, appunto, di Carpineta.

La parabola giudiziaria di Giorgini era iniziata già negli anni '80, quando finì sul banco degli imputati, per la sua attività di guaritrice, riportando una condanna in appello a sei anni di reclusione nel maggio del 1985 a Torino.

Nel gennaio del 2002, la donna era stata arrestata insieme al marito nella villa di Carpineta, in un blitz di Polizia e Guardia di Finanza che avevano eseguito 28 ordini di custodia cautelare al termine di una lunga indagine della Procura di Forlì che aveva formulato diverse accuse: dall'associazione per delinquere all' esercizio abusivo e continuato della professione sanitaria, dal falso ideologico in ricette alla truffa continuata in concorso ai danni di ente pubblico, dal sequestro di persona al maltrattamento di minori, dalla truffa per motivi abietti ai danni di persone sofferenti nel corpo e nell' anima all' esercizio abusivo di ambulatorio medico.

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L'attività di mamma Ebe, tuttavia, non si era fermata. Nel 2010 venne accusata di truffa aggravata ed esercizio abusivo della professione medica. A Pistoia si aprirono così due processi: uno mai concluso per prescrizione e uno, invece, con una condanna a otto anni e mezzo di carcere.

Nel 2017, poi, la donna era finita agli arresti domiciliari per la condanna, in via definitiva, a quattro anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed esercizio abusivo della professione medica. Le indagini condotte dalla Polizia di Forlì appurarono come all'interno di una villa di Sant'Ermete, nel Riminese - dove viveva dal 2014 - ci fosse al lavoro una mini comunità di adepti impegnata a svolgere le mansioni più disparate per permettere a Mamma Ebe di proseguire a ricevere chi si rivolgeva a lei.

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