Gioco
Due giorni di relazioni per riscoprire una figura fondamentale
PISTOIA. In questo 2021, Anno santo iacobeo, era doveroso cercare di approfondire la figura di Sant’Atto, il vescovo che portò a Pistoia nel 1145 la reliquia dell’apostolo. La Chiesa Cattedrale, il Comitato di San Jacopo di Pistoia e l'Università di Firenze hanno pensato di farlo con una due giorni di convegno di alto livello, con numerose relazioni volte a disegnare un ritratto a tutto tondo di questa storica figura.
Il convegno si è svolto il 26 e 27 giugno a Palazzo comunale. Purtroppo l’emergenza Covid ha impedito a molti di partecipare direttamente e tanti relatori hanno dovuto offrire il loro contributo solo in videoconferenza. L’occasione è stata comunque di notevole valore.
«Studiare sant’Atto è uno studio necessario – ha sottolineato il vescovo Fausto Tardelli nel suo saluto al convegno – perché si tratta di una figura importante in generale ma importantissima per Pistoia. Perché da quel 1145 quando Atto fece giungere le reliquie di San Jacopo che ancora si conservano in cattedrale, la città ha preso un indirizzo che si può cogliere ancora oggi».
Sulla stessa linea il sindaco Alessandro Tomasi. «Atto – ha sottolineato – ha saputo aprire la città all’Europa. E sulle sue orme, sviluppando i contatti con Santiago de Compostela maanche con le tante comunità in Italia a cui siamo legati tramite i cammini di pellegrinaggio, abbiamo scoperto una vera ricchezza di contatti e relazioni. Per farlo, è bastato poco: non fantasie particolari, ma semplicemente la ricerca delle nostre radici».
Don Luca Carlesi, arciprete della Cattedrale, ha inwquadrato la figura di Sant’Atto nel suo contesto storico. «Stava tramontando il feudalesimo e nasceva un nuovo mondo. Bisognava rifondare la città ed è questo che Sant’Atto ha saputo fare».
Ad introdurre i lavori del convegno, tratteggiando anche la figura del vescovo santo, è stato poi il moderatore della prima giornata di studi, il professor Francesco Salvestrini dell’Università di Firenze. Ricordate leincertezze sul suo luogo di nascita, Salvestrini ha poi ricordato che nel 1125 Atto diventa abate maggiore dell’ordine vallombrosano, che lui governa in una fase di grande espansione.
Nel 1133 l’elezione a vescovo di Pistoia, incarico che ricoprirà fino alla morte, contemporaneamente a quello di guida dei Vallombrosani. —
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