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campionato della bugia 

A Cristiano Militello la laurea ad honorem «Pronto per la politica chi vince a Le Piastre»

Carlo Bardini
A Cristiano Militello la laurea ad honorem «Pronto per la politica chi vince a Le Piastre»

Il comico pisano riceverà il riconoscimento domenica nella giornata clou della 45ª edizione della manifestazione

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Carlo Bardini

Le Piastre. Aspettava da tempo che lo chiamassero sul palco del Campionato della Bugia, a le Piastre. Anzi, si stava chiedendo come mai non fosse ancora successo. Quindi, quando il magnifico rettore dell’Accademia della Bugia Emanuele Begliomini lo ha contattato per chiedergli la sua disponibilità a essere presente il prossimo primo agosto, non gli è parso il vero. Lui è Cristiano Militello, pisano, cabarettista, radiofonico e molto altro e diventato molto famoso grazie alla sua passione per gli striscioni con scritte “originali”, soprattutto legati allo sport. Noi lo abbiamo raggiunto al telefono in un momento di riposo, rientrato da Milano.

Conosceva il Campionato della Bugia?

«Perbacco. Sì che lo conoscevo. L’estate mi dedico molto alla lettura, anche dei quotidiani, e ho avuto modo di seguire questa manifestazione. Infatti mi domandavo: come mai non mi chiamano mai? È una manifestazione che mi ha sempre incuriosito».

È mai stato sulla montagna pistoiese, e soprattutto a Le Piastre?

«Certo che la conosco la montagna pistoiese. Mi ricordo quando la frequentavo da scout, oppure durante gite nel fine settimana. In pratica, da turista, frequentando Abetone, la Val di Luce, Pian degli Ontani, ma anche Sammommè».

Cosa pensa di questo Campionato della bugia?

«È la dimostrazione che la bugia fa parte del nostro dna, del quotidiano. Gli organizzatori hanno avuto un’idea vincente e lo dimostra il fatto che hanno raggiunto la 45ª edizione. E credo che non potesse nascere che in Toscana, visto il nostro essere creativi».

Quando l’hanno contattata per invitarla, qual è stata la prima cosa che le è venuta in mente?

«Nooo, finalmente!».

Ne dice di bugie?

«Se le dico sono bugie innocue. Quando ero bambino magari le dicevo ai miei genitori, ma con la maturità ne dico sempre meno, e naturalmente cambiano i destinatari. Ma ripeto, sono innocue. Come ad esempio quando capita che qualcuno mi fermi e mi chieda se mi ricordo di lui o di lei. Come no! Ma in realtà. ...».

Arriverà con uno striscione a Le Piastre?

«Devo ancora definire i particolari, magari con uno striscione no, ma con una scritta è sicuro».

Come è cominciata la sua passione per la comicità legata agli striscioni?

«Ho sempre avuto una grande passione fin da piccolo. Li analizzavo quasi da “sociologo”, soprattutto quelli legati al mondo dello sport. Misi su una collezione importante di diverse migliaia di esemplari. Poi alla minaccia di mia madre di bruciarli, riguardandoli mi accorsi di avere in mano una collezione importante e decisi di farci un libro con più di 2duemila foto. Mi ha sempre interessato “la correzione di bozze” se così posso dire, andare alla ricerca dell’errore. Ad esempio mi divertivo a leggere i menù per vedere come scrivevano whisky e parole simili. Per me la cultura dello striscione è come una forma di letteratura».

La sua specialità sono gli striscioni dei tifosi: quanto le sono mancati in questo anno senza pubblico?

«Mi sono mancati moltissimo. E mi ha fatto piacere questa sorta di ripresa grazie agli Europei appena conclusi. Pensate che sono 25 anni che passo le domeniche negli stadi».

Ha visto comunque scritte divertenti in giro o sui social?

«Sì, qualcosa ho trovato, battute flash, soprattutto per sdrammatizzare il pericolo del Covid-19. Ma non è la stessa cosa dello striscione dal vivo, mancano di quella passione particolare».

Cosa direbbe al futuro campione di bugie di questa edizione?

«Al vincitore gli direi: bene adesso sei pronto per un ruolo in politica! ». —

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