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Piante chiuse da un mese in un container per studiare migliori tecniche di trasporto

Valentina Vettori QUARRATA.
Piante chiuse da un mese in un container per studiare migliori tecniche di trasporto

L’esperimento è condotto da un nutrito gruppo di ricercatori universitari sotto l’egida di Coldiretti Presto i primi risultati

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PISTOIA. Da 25 giorni sono chiuse in un container. Aceri, cipressi, ligustri, viburni, nandine, complessivamente sono varie centinaia le piante che sono stivate in un container a temperatura controllata, per vedere come reagiscono all’alternanza di caldo/freddo per 30 giorni al chiuso e senza acqua. Si tratta di un esperimento – realizzato sotto l’egida di Coldiretti Pistoia – per studiare le reazioni delle piante durante il trasporto in container. E, magari, scoprire come farle viaggiare meglio.

A descrivere la storia ai ricercatori coinvolti nel gruppo operativo In.Tra.Viva. saranno i sensori installati sulle piante e i data loggers posti sulle pareti interne del container, insieme con le differenti reazioni delle piante: prima dello stivaggio alcune sono state imbustate con un film biodegradabile per trattenere umidità, altre trattate con antitraspiranti di varia natura, altre ancora caricate “al naturale”.

In.Tra.Viva. (www.intraviva.it) è il gruppo operativo che sperimenta soluzioni innovative per migliorare la qualità e l’efficienza dei trasporti del vivaismo ornamentale, che rientra nell’ambito del Psr Toscana, con capofila Impresa Verde – Coldiretti Pistoia.

I rilievi e le analisi sono effettuate dai ricercatori del Centro di ricerca orticoltura e florovivaismo di Pescia (Crea OFF), dalla Scuola superiore Sant’Anna, dal dipartimento per l’innovazione dei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’Università della Tuscia. Altri partner scientifici di In.Tra.Viva. sono il Polo universitario sistemi logistici di Livorno e il Centro di servizi dell’Università di Pisa, PackLAB, laboratorio di Food Packaging dell’Università di Milano.

L’esperimento è iniziato, come detto, quasi un mese fa e terminerà tra pochi giorni. «I ricercatori sono attesi da un grande lavoro di analisi – spiegano da Coldiretti Pistoia – perché all’ inizio di agosto il container verrà riaperto e saranno tanti i dati da valutare. L’obiettivo è migliorare ulteriormente la logistica del nostro vivaismo. Occorre innovare per fornire prodotti eccellenti, riducendo al minimo il numero di piante che arrivano dal cliente danneggiate o in forte stato di stress a seguito del viaggio. Questo serve a migliorare la qualità del servizio post vendita, un ambito necessario per valorizzare adeguatamente l’alta qualità della produzione pistoiese». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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