Il Tirreno

Pistoia

La festa delle feste

Torna la Fiera di Casalguidi e tutto il paese si mobilita

Paolo Gestri

Ultimi ritocchi all’iniziativa di cinque giorni che si svolge dal 16 al 21 settembre Gargini: «Esiste sin dal 1873 e noi casalini ce l’abbiamo proprio nel sangue»

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Paolo Gestri

Casalguidi. Il Comitato Fiera e il Comune di Serravalle Pistoiese stanno discutendo alacremente su come organizzare la prossima Fiera di Casalguidi, in programma da giovedì 16 a martedì 21 settembre. La Fiera è un evento vitale che in sei giorni porta in paese dalle 20 alle 25mila persone, e lo fa rifiorire. Soltanto lo scorso anno, causa Covid, si è svolta a ranghi ridotti. Adesso però si fanno voti che la Toscana resti in zona bianca o, meglio, si liberi dalla pandemia che uccide gli affari e l’anima.

Un’inchiesta tra commercianti e gente e gente comune fa capire quanto il popolo ci faccia conto. «È una Fiera che esiste dal 1873 – sottolinea con orgoglio Mario Gargini, tesoriere del circolo Ariston – ce l’abbiamo nel sangue e la Fiera ce lo depura. È il nostro fiore all’occhiello e rappresenta la nostra storia popolare; chi dice Fiera, dice Casale. Speriamo dunque si possa tornare anticovid, per ritrovarsi e ripartire. È davvero fondamentale» .

Ed ecco singole voci. «Per me, nata in Piazza Vittorio Veneto – afferma Anna Bruni Luchi, ricamatrice – oltre che per una questione di affetto, la Fiera è bella per il clima familiare che si crea tra casalini e “forestieri”».

«Ed io, vissuto a Casale per 50 anni – aggiunge Saverio Niccolai, barbiere – dico anche che la Fiera è ciò che di più ci rappresenta. E ravviva il paese».

Cinzia Biagini, barista, ne sottolinea invece l’importanza economica: «Porta gente a Casale quanta non se ne vede mai». Mentre Laura e Silvia Masi, tabaccaia, fa notare che «Fiera, festa, negozio e lavoro sono sinonimi, coincidono perfettamente».

«Mah, io non lo so – allarga le braccia Fabrizio Morelli, presidente del circolo Milleluci – mi pare un miracolo che così tanta gente arrivi qui a Casalguidi in piena campagna: per sei giorni qui si vive la fiera delle fiere: 4, 5mila ospiti per sera».

«Ma è normale – sentenzia Vittorio Ugo Cappellini, ex maestro muratore – perché difende la storia e procura fama al nostro paese».

Festa e non solo anche per i ragazzi: «Ci aiuta a socializzare – chiosa Andrea Zito, studente – per noi giovani è motivo di aggregazione e nuove amicizie».

E la Chiesa? il sacrestano Aldo Pellegrini, ricorda il camposanto illuminato e l’antica fiera del bestiame legata alla predicazione dei frati seguaci di S. Vincenzo Ferrer nelle case dei contadini .

Ecco infine tre proposte. Per lo sport parla Ugo Ginanni, custode del ciclismo locale: «Spero si possa riprendere un premio specifico a un atleta o comunque sportivo per meriti speciali. Lo chiamerei Premio Ballerini, in omaggio al più grande atleta vissuto a Casale».

Mentre Claudio Spinelli, pensionato, suggerisce di «recuperare lo spirito originario, valorizzando aziende e prodotti del territorio».

E infine Barbara Biondi, con diploma d’arte, aggiunge di «nobilitare il tutto con novità culturali, tipo mostre e presentazioni di libri e autori di livello nazionale» .

Insomma, a ciascuno la sua festa. –

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