Il Tirreno

Pistoia

economia e ambiente 

Ferrini: «Dai vivai di Pistoia il futuro sostenibile delle città»

Fabio Calamati PISTOIA
Ferrini: «Dai vivai di Pistoia il futuro sostenibile delle città»

L’intervento del neopresidente del Distretto all’Associazione vivaisti italiani Ma rimane il nodo del mancato finanziamento dell’agricoltura sostenibile

3 MINUTI DI LETTURA







«La metà del Pil mondiale dipende fortemente o moderatamente dalla natura. E questo è un dato su cui dovremo far valere la nostra forza sui tavoli contrattuali. Perché la natura, intendo soprattutto la “natura urbana”, la si costruisce a partire dai vivai».

Parola di Francesco Ferrini, neopresidente del Distretto vivaistico pistoiese, che è intervenuto all’assemblea dell’Associazione vivaisti italiani (Avi), che del Distretto è soggetto referente. Un intervento volto a sottolineare con forza l’importanza del vivaismo non solo dal punto di vista economico, ma come soggetto indispensabile nella costruzione di un futuro sostenibile.

«Non dobbiamo però andare dietro ai proclami dei milioni se non addirittura miliardi di alberi da piantare – ha precisato Ferrini – non dobbiamo dire quanti alberi pianteremo, ma quanti riusciremo a far sopravvivere. Partendo da materiale di qualità, sicuramente le percentuali di successo saranno maggiori. E Pistoia è qualità. Nonostante la crisi, Pistoia ha sempre mantenuto standard qualitativi elevati e mediamente superiori a quelli di altre aree produttive».

Musica per le orecchie dei vivaisti, riuniti nella prima assemblea in presenza dopo che la pandemia aveva fatto saltare quella dello scorso dicembre sul bilancio preventivo 2021. Luca Magazzini, presidente dell’Avi, ha colto al volo l’occasione per presentare ai soci il nuovo presidente del Distretto Francesco Ferrini. «Una figura di spessore internazionale con grandi capacità tecniche e con grande voglia di mettersi a disposizione delle circa 1.400 aziende produttrici di piante ornamentali», ha detto Magazzini. Un’assemblea, quella dell’Avi, «che cade in una fase cruciale, ricca di opportunità, ma delicata per il vivaismo» ha sottolineato Magazzini. «Da un lato c’è bisogno di aumentare e programmare meglio le produzioni per far fronte alla domanda, altrimenti è inutile parlare di milioni di alberi da piantare. Al tempo stesso i processi di innovazione per ridurre la chimica sono finora avvenuti con investimenti e risorse proprie delle aziende». Un riferimento al protocollo d’intesa del 2019 con la Regione per la progressiva riduzione degli agrofarmaci nei vivai e più nello specifico al Progetto integrato di distretto (Pid) “Vivaismo per un futuro sostenibile”, il cui finanziamento è stato approvato da diversi mesi dalla Regione, senza però che siano state avviate ancora le erogazioni dei cofinanziamenti regionali alle aziende partecipanti al progetto.

Sono stati graditi gli interventi all’assemblea di alcuni interlocutori istituzionali come il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, che ha detto fra l’altro nel suo intervento «ci aspettano battaglie sulla programmazione della produzione di piante per stare dietro alla domanda», dei consiglieri regionali Alessandro Capecchi (FdI), Federica Fratoni e Marco Niccolai (Pd), che hanno confermato la centralità e il ruolo trainante del comparto vivaistico con rassicurazioni sull’imminente erogazione dei finanziamenti deliberati. Un impegno che ovviamente verrà attentamente monitorato dagli imprenditori.

Così come è stata gradita la lettera inviata dall’assessore regionale Stefania Saccardi, letta da Magazzini durante l’assemblea, in cui la vicepresidente della Regione ha dichiarato che, grazie anche all’affermarsi della «consapevolezza dell’importanza del verde nelle nostre città», fra i «molti temi che potranno essere sviluppati con le risorse destinate dall’Europa per sostenere la ripresa dopo la crisi determinata dalla pandemia Covid 19» vi è «in primo luogo quello della rigenerazione delle aree urbane», perché «impiegare risorse per la realizzazione e il miglioramento delle aree verdi può rappresentare un importante intervento di tipo strutturale», un investimento per le generazioni future.

Saccardi ha aggiunto che «il vivaismo resta un settore economico che deve confrontarsi con una competizione – anche internazionale – sempre più sostenuta» e con «l’esigenza di contenere i costi con l’obiettivo di commercializzare adeguatamente le produzioni», per cui «saranno necessari anche ricerca applicata, innovazione, lo studio di nuove metodologie produttive con impatti ambientali sempre minori, tecnologie per migliorare e diversificare l’offerta e aumentare la competitività». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web