La Cgil al Comune: «Per il bonus acqua no alle domande soltanto digitali»
Brachi (sindacato pensionati): si produce disuguaglianza Un lettore racconta: «I Caaf non possono aiutarci»
Fino al 31 luglio è possibile presentare le domande per il «bonus acqua 2021», l’agevolazione prevista dal regolamento dell’Autorità idrica regionale e riservata alle persone in condizioni di disagio economico (con Isee inferiore a 20mila euro). Il problema, però, è che le domande al Comune di Pistoia possono essere presentate solo in forma digitale. Una modalità che taglia fuori un’ampia fetta di cittadini, a causa del cosiddetto divario digitale. Ovvero la non dimestichezza nell’uso degli strumenti digitali, ma anche il non possesso di dispositivi (computer o smartphone) o la connessione internet.
Oltre al sindacato pensionati della Cgil, cui si sono già rivolti in molti per ricevere un'assistenza che però non può essergli offerta, a denunciare il problema è anche Marco Caruso, cittadino pistoiese, che – non riuscendo a presentare da solo la domanda per il bonus acqua – si è trovato costretto a iscriversi al sindacato Sunia di Pistoia, l’unico in grado di aiutarlo. «Al computer me la cavo – scrive Caruso – ma per la prima volta mi sono trovato in grandissima difficoltà, e mi sono dovuto iscrivere al sindacato Sunia, pagando ovviamente la tessera annuale di 40 euro, quando il bonus idrico, a quanto calcolato, mi riconosce un massimo di 60 euro in tutto l'anno. Faccio notare che nessun Caaf può risolvere questo problema, pertanto l'unica soluzione per farsi aiutare è il Sunia». Nello sfogo, Caruso scrive anche che creare questo genere di «disuguaglianze e discriminare varie categorie di persone è una vergogna», chiedendo al Comune di Pistoia di modificare la modalità di presentazione della domanda del bonus.
A invocare un intervento da parte dell’amministrazione è anche lo Spi Cgil Pistoia con il segretario Andrea Brachi. «Sono venuti nella nostra sede Spi provinciale alcuni pensionati che volevano presentare domanda per il “bonus acqua”. Al Comune di Pistoia, a differenza per esempio del Comune di Serravalle, la domanda può essere presentata solo in modalità online attraverso lo Sportello telematico polifunzionale, che non è neppure semplice da trovare sul sito».
Inoltre, prosegue Brachi, per procedere alla presentazione della domanda «bisogna avere lo Spid (l’identità digitale, nda), la carta d’identità elettronica o la carta nazionale dei servizi, ma in questo caso bisogna avere anche un lettore di smart card. Il tutto, dopo avere istallato il software necessario al funzionamento del lettore».
Insomma, un dedalo di strumenti digitali che richiede conoscenze e capacità di utilizzo che non tutti hanno. «Lo abbiamo già denunciato – prosegue Brachi – la pandemia non solo ha messo a nudo diseguaglianze che già esistevano, ma le ha addirittura accentuate. Tra queste c’è anche il divario digitale che ha trasformato la tecnologia in una nuova forma di diseguaglianza».
Secondo il segretario dello Spi «non è possibile pubblicare un bando il 6 di luglio con scadenza il 31 luglio e dare come unica possibilità la presentazione della domanda “online”. Noi crediamo che sia ingiusto e assurdo, una vera presa in giro. Per questo chiediamo al Comune di Pistoia, ma anche agli altri Comuni se hanno usato lo stesso sistema, di rivedere la procedura». —
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