Gioco
Al San Jacopo i dializzati si curano meglio grazie all’attività fisica
Importante riconoscimento dal Centro nazionale trapianti (Istituto superiore di sanità) al reparto guidato da Alessandro Capitanini
PISTOIA. L’attività fisica è fondamentale per la salute. Anche per quella dei pazienti in dialisi. In questo senso, un importante riconoscimento è giunto per il reparto di Nefrologia e dialisi dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, diretto dal dottor Alessandro Capitanini. Il Centro nazionale trapianti, presso l'Istituto superiore di sanità, ha inserito la struttura nella rete nazionale di prescrizione di esercizio fisico nel pre e post trapianto, con la possibilità, da ora in poi, di attivarsi in modo sinergico con i centri di medicina dello sport, le palestre e le associazioni dei pazienti per sviluppare attività di esercizio fisico che possano incidere sul benessere dei pazienti.
Per la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttore sanitario del presidio ospedaliero pistoiese, si tratta di un'opportunità di grande rilievo per i pazienti. «Molti di loro – evidenzia – devono seguire la terapia dialitica anche per anni, e diversi pazienti sono anche giovani, e poter prescrivere insieme alle cure mediche anche l'esercizio fisico influenzerà positivamente l'intero percorso assistenziale fornendo anche occasioni di socializzazione».
Attività fisica e malattia renale è, un binomio che il dottor Capitanini insieme alla sua équipe medico-infermieristica e al personale sia infermieristico che della fisioterapia, porta avanti da anni nel suo reparto: sono diversi i pazienti ai quali, per esempio, durante in trattamento dialitico viene data l'opportunità di effettuare attività motoria strutturata.
Spiega il dottor Capitanini. «Il nostro corpo è fatto per muoversi e il movimento contribuisce alla salute generale. I pazienti affetti da malattia renale, soprattutto nella fase dialitica, rappresentano una popolazione notevolmente sedentaria e tale stile di vita, in parte forzato, contribuisce molto all’elevato rischio cardiovascolare di questa popolazione».
Ne segue che «Fare attività fisica in modo regolare migliora le condizioni generali di salute – prosegue il medico – influisce positivamente sull'autonomia, sull'umore e contribuisce a contrastare molti fattori di rischio cardiovascolare anche nei pazienti affetti da malattia renale».
In realtà una delle cure migliori che si possono prescrivere, anche nei pazienti nefropatici, è proprio l’attività fisica adattata associata ad una alimentazione mirata e corretta. —
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