Sicurezza
Pistoia, prigionieri da mesi del cantiere infinito
I residenti di via Colombo si rivolgono a un avvocato: da metà maggio transenne, buche da chiudere e asfalto sconnesso
PISTOIA. Dal sogno della “smart city” all’incubo di un cantiere infinito il passo è breve. E così, una quindicina di famiglie residenti in via Colombo, ai Bottegone, dopo mesi di lavori a intermittenza denunciano una situazione intollerabile. Intanto si sono già rivolti a un avvocato per chiedere il risarcimento degli eventuali danni al Comune.
L’intervento rientra nel progetto di riqualificazione di Bottegone, promosso dal Comune di Pistoia nell’ambito dei finanziamenti statali ottenuti dal Piano periferie. Sulla carta, come racconta il gruppo di residenti, che ha contattato Il Tirreno, è prevista la «riqualificazione della strada con marciapiedi da entrambi i lati e intervallati da inserti in finta pietra, aiuole a verde piantumate e un impianto di irrigazione goccia a goccia. Ma anche una nuova pavimentazione stradale e un nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Inoltre, per ridurre il consumo energetico, è prevista la sostituzione dei lampioni con nuovi apparecchi a led».
Insomma, una vera rigenerazione urbana. Con l’avvio del cantiere, però, la situazione appare subito ben diversa.
«I lavori – spiegano i residenti – sono partiti alla metà di febbraio e a marzo il caos era tale da non riuscire più nemmeno a uscire dalle nostre abitazioni. Nel corso delle settimane sono emersi danni provocati dalla ditta incaricata dei lavori al sistema dell’acquedotto e alla rete del telefono, per cui sono dovuti intervenire Publiacqua e Telecom».
Nel frattempo, il cantiere rimaneva fermo. Come se non bastasse, proseguono nel racconto i residenti di via Colombo, «è stata scoperta una occlusione del collettore della fognatura nera, provocata dai detriti della demolizione».
E anche in questo caso, è stato necessario un intervento esterno per il ripristino della rete fognaria. A metà maggio, il cantiere è stato infine sospeso in attesa dell’intervento di posa della fibra ottica da parte della Telecom. Il problema è che, con una parte dei lavori conclusa, nella via sono rimaste buche da chiudere, transenne a copertura di opere da terminare e un manto stradale sconnesso per gli interventi eseguiti e non completati.
«Il primo giugno – dicono i residenti – abbiamo incontrato l’assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi per avere informazioni sui tempi di chiusura del cantiere, ma a distanza di un mese non abbiamo avuto risposta. O meglio, la risposta è arrivata per mail con la data del 22 giugno, in cui la Telecom sarebbe dovuta intervenire per posizionare la fibra ottica. Qui però non si è ancora visto nessuno».
A metà giugno, inoltre, il comitato si è rivolto a un legale per tutelarsi dai danni provocati dal cantiere, comunicando la messa in mora nei confronti dell’amministrazione comunale. «La cosa più preoccupante – concludono – è che questo è solo un piccolo intervento. Se questo è il modo in cui viene gestito, chissà come l’amministrazione gestirà il resto del progetto di riqualificazione. Le premesse non sono affatto positive». —
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