Gioco
In piazza dello Spirito Santo apre i battenti un nuovo locale
Si chiama “Santinello” ed è il simbolo della ripartenza del centro storico Il titolare Alessandro Spampani: un sogno rinviato a causa del lockdown
Vanessa Vannacci
PISTOIA. Un nuovo locale nel cuore del centro storico di Pistoia, in piazza dello Spirito Santo, la cosiddetta “Piazza delle scarpe”. Si chiama “Santinello” e aprirà i battenti proprio oggi.
Il perché del nome ce lo spiega il titolare, il pistoiese Alessandro Spampani, che avrebbe voluto realizzare prima del lockdown questo sogno, rimandato a causa dell’emergenza Covid.
«Il nome del locale– spiega – è nato dall’unione fantasiosa di due parole: l’ispirazione è stata data dal nome della piazza in cui ho scelto di aprire, una delle più belle di Pistoia per me, e da tinello, il nostro deposito retro-bancone».
“Santinello” aspira a essere luogo di aggregazione, come sottolinea il titolare, dove i cittadini e i turisti potranno fermarsi ai tavolini che verranno disposti in piazza per sorseggiare un aperitivo davanti a ricercati taglieri, oppure sostare anche per cena, dove verranno servite le vere specialità del ristorante, preparate a vista, non solo legate alla rusticità toscana, ma soggette a rivisitazioni anche contemporanee.
Non essendoci, nel locale, la cappa aspirante, verranno utilizzate particolari cotture, come quella del vapore. Anche la scelta dei vini e delle bollicine è ricercata: l’intento è quello di portare vini e prosecchi nuovi nel panorama pistoiese, come ad esempio quello fatto con le uve di Barbera e particolari rosè.
Ma al locale ci si potrà fermare anche dopo cena, diventando un cocktail bar dove prendere anche una bevuta, oppure per le colazioni nei giorni di mercato.
L’idea per la stagione invernale che verrà è quella di offrire dei brunch la domenica.
Lo staff è composto da una forte quota rosa: cinque le donne, tra cameriere e bariste, che lavoreranno a fianco di Alessandro Spampani e del giovane cuoco Niccolò Zingoni, 23 anni, che si è formato alla scuola “Alma” di Gualtiero Marchesi, a Parma.
Il locale si affaccia sulla piazza, incastonato in un antico palazzo. Internamente accoglie sette tavolini, e l’arredamento è ben curato: dai tavolini in legno massiccio, all’insegna stile california che troneggia sopra un divano verde bottiglia.
Una novità curiosa: sul portone d’ingresso spicca una buchetta per il vino e verrà utilizzata per il passaggio ai clienti anche di focaccine, schiacciatine e quant’altro.
La tradizione delle buchette è famosa a Pistoia, come in tutta la Toscana, ed è oggetto di curiosità per i turisti. Roberto Morassi, grande esperto della storia di Pistoia, con cui si è interfacciato Alessandro Spampani, creatore della mappatura online di tutte le buchette della città, circa una quindicina, è venuto a dare un’occhiata a quella sul portone del locale, che si trova ospitato in Palazzo Rospigliosi, di proprietà, nel 1200, della famiglia dei banchieri Ammannati, passato poi alla famiglia Lenzi e, nel 1500, a quella dei Rospigliosi.
L’ala in cui si trova il nuovo locale dovrebbe essere l’ultima parte, come ha costatato Roberto Morassi, a essere annessa al palazzo: c’è una testimonianza in un disegno del 1678, dove il grande portone esisteva già. La cui buchetta riprenderà vita dopo secoli, e la sua immagine sarà il simbolo del locale. —
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