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Pistoia

verso Dialoghi sull’uomo 

Il viaggio di Hassina oltre le barriere incanta la giuria del premio letterario

Elisa Pacini
Il viaggio di Hassina oltre le barriere incanta la giuria del premio letterario

La diciottenne studentessa arrivata bambina dall’Algeria si aggiudica il primo posto fra i ragazzi di diciannove scuole  

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Elisa Pacini

pistoia. «Sono l’unica studentessa musulmana della mia scuola, l’unica che porta il velo, ma non mi sento diversa. Mi trovo bene, in montagna mi conoscono per il mio carattere e non per come mi vesto».

Hassina Benyoucef parla con dolce schiettezza e naturale competenza dei confini, non solo geografici, che ha superato nella sua giovane vita. Da quando a sei anni ha lasciato l’Algeria per trasferirsi con la famiglia sulla montagna pistoiese. La stessa sincerità messa nell’elaborato scritto che ha colpito la giuria del concorso letterario collegato alla 12ª edizione di “Dialoghi sull’uomo”, che l’ha decretata vincitrice tra gli studenti di 19 scuole superiori della provincia.

I ragazzi dovevano cimentarsi sullo stesso tema della rassegna, che tornerà a settembre (dal 24 al 26), dopo l’anno di sospensione per la pandemia, riportando a Pistoia l’aria frizzante del festival di antropologia in cui filosofi, intellettuali e scrittori si confronteranno, appunto, su “Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire”.

«Un tema che conosco bene» scherza questa millennial nata al di là del Mediterraneo e cresciuta con l’aria fresca di San Marcello, dove frequenta la IV classe del Liceo scientifico “Fermi”. Scherza sull’argomento che l’ha vista sbaragliare la concorrenza, ovvero il viaggio, per trasformare i confini in orizzonti, come diceva la grande pittrice messicana Frida Kahlo.

«Non avrei nemmeno dovuto partecipare, perché il giorno che la mia classe ha svolto l’elaborato ero assente, ma la mia professoressa di lettere, Elisa Lucchesi, ha insistito e l’ho fatto a casa» dice Hassina in un italiano perfetto. Dettaglio sicuramente superfluo per una diciottenne che ha appena vinto una gara di scrittura, eppure spesso prima cosa che viene rilevata, chissà perché, nei ragazzi che parlano in dialetto della zona d’Italia in cui sono cresciuti ma magari hanno qualche consonante di troppo nel nome.

Le parole di Hassina, legata ai sentieri della montagna come alle tradizioni della sua Algeria, dove torna ogni estate, sono uno schiaffo morale a chi continua a dare giudizi ed etichette solo sulle apparenze.

«In montagna ho molti amici – dice la studentessa – mi fanno molte domante sulla mia religione, sulle mie tradizioni e io sono contenta di rispondergli, perché vuol dire che si interessano a me. La conoscenza abbatte i pregiudizi».

Nell’elaborato che l’ha portata sul palco del Teatro Bolognini a prendersi i complimenti della giuria e a ritirare il premio (un buono da 300 euro e i 17 volumi dei “Dialoghi sull’uomo” editi da Utet) ha parlato della sua storia. L’ha intitolato “A casa”, raccontando proprio il viaggio non solo fisico della sua famiglia. Approdando dall’Algeria alla montagna pistoiese, con un viaggio inverso ai molti che negli anni l’hanno lasciata per trovare lavoro nelle grandi città. Eppure proprio la piccola dimensione della comunità montana ha aiutato Hassina a superare quelle barriere culturali con cui si è inevitabilmente scontrata.

«Non ho mai riscontrato episodi di razzismo – ci dice – ma all’inizio non è stato facile. Quando sono arrivata dovevo imparare una nuova lingua, integrarmi con gli altri bambini che mi vedevano diversa anche se allora non portavo il velo. Ero la nuova arrivata mentre loro si conoscevano dall’asilo. Io stessa avevo paura di loro perché non capivo nulla. Dalle medie le cose sono cambiate, i miei compagni si sono interessati a me e ho iniziato ad avere molti amici».

Per questa ragazza che sogna di fare la pediatra, il vero virus da sconfiggere è proprio la paura. «Il mondo è costruito su tantissimi confini – scrive nel suo elaborato – non solo territoriali, ma anche interiori, che corrispondono molto spesso alle nostre paure. La storia ci insegna ogni giorno che siamo tutti umani, che mutano nel corso delle generazioni, e che il colore della pelle sarà anche diverso, ma il valore di ognuno di noi si trova nell’anima». —

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