Gioco
Negativi i primi tre mesi La produzione fa fatica a superare l’anno nero
PISTOIA. Tutt’altro che rassicurante la valutazione dell’ufficio studi di Confindustria Toscana Nord sulla congiuntura economica nelle tre province nel primo trimestre del 2021. Pistoia non ha certo i numeri di Lucca, che viene trascinata dal buon andamento del settore cartario (e fa segnare un + 2 per cento sullo stesso periodo dell’anno scorso), ma neanche quelli di Prato, trascinata verso il basso dalle difficoltà in cui si dibatte il distretto tessile (-7,4 la variazione tendenziale). No, a Pistoia il 2021 comincia con una variazione tendenziale negativa, ma limitata al -2,4 per cento, che diventa però -14 rispetto alla media del 2019.
I livelli produttivi sono – sottolinea il report sfornato dall’ufficio studi alla fine del mese scorso – «in arretramento rispetto alla fine dell’anno e cresciuti poco rispetto al minimo del 2020. Il risultato insoddisfacente è legato ad una pluralità di situazioni per cui, dopo un rimbalzo positivo nel terzo e quarto trimestre, si è assistito ad un nuovo peggioramento».
La nota positiva – rileva l’ufficio studi confindustriale – si può reperire misurando il clima di opinioni sull’andamento dei livelli produttivi e della domanda, che è «decisamente migliorato». Unica, rilevante, eccezione, le aspettative per le vendite all’estero, che sono stagnanti su livelli bassi.
Nello specifico, i l settore alimentare, che pure dovrebbe aver risentito meno di altri della crisi indotta dalla pandemia, ha chiuso il primo trimestre 2021 con un arretramento consistente (-8,5 per cento tendenziale), spiegabile d’altra parte con il buon risultato fatto registrare un anno fa.
Il settore metalmeccanico presenta una variazione tendenziale positiva (+8,5 per cento) con incrementi consistenti di ordini sia dall’Italia che dall’estero. Un risultato positivo che – annota l’ufficio studi – dipende in larga parte da alcune aziende particolarmente attive.
Il settore della moda anche a Pistoia risulta invece particolarmente penalizzato. Nel tessile la flessione tendenziale è limitata (-3 per cento) ma il calo rispetto alla media del 2019 è molto alto (-18,8).
Ancora peggio l’abbigliamento (-34,4) sempre rispetto alla media del 2019. Ma la maglia nera va di diritto alle calzature, dove il livello degli ordini acquisiti non riesce a superare il minimo fatto registrare nel 2020. —
F.C.
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