Toscana
Ambulanza rinnovata con il contributo della Fondazione Caripit
le piastre. È stata anche la Misericordia delle Piastre, quest’anno, a ottenere un contributo grazie al bando “Mettiamoci in moto!” della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, ideato per aiutare nell’acquisto e nella manutenzione di automezzi per il trasporto sociale e ambulanze per il soccorso.
Il perché di questa scelta è dovuto alla consapevolezza dell’importanza del rinnovo del parco automezzi delle associazioni che operano in ambito sociale, sanitario e assistenziale, che da sempre, ma soprattutto in un periodo di pandemia come quello che stiamo vivendo, sono state messe ulteriormente a dura prova. La Misericordia delle Piastre ha usato questo importante contributo – ricevuto dalla Fondazione a fondo perduto e che copre il 50 per cento delle spese – per la manutenzione straordinaria di una delle ambulanze Volkswagen in servizio, sulla quale montano ogni giorno i volontari per i servizi ordinari in montagna.
Il presidente Claudio Gambini ed Eleonora Gavazzi, coordinatrice dei servizi, ci avevano davvero sperato.
«Siamo davvero grati e fino all’ultimo ci abbiamo creduto – spiega la coordinatrice – Questo è un contributo davvero importante. Avevamo già partecipato a questo bando in passato e la Fondazione era stata presente, come testimoniano le targhe fuori dalla nostra porta, nel 2013 per i lavori di allestimento degli attuali ambulatori medici. La concessione di questo contributo ci ha permesso di fare manutenzione meccanica al nostro mezzo».
Il parco automezzi delle Piastre conta due furgoni attrezzati e un’auto con cui vengono fatti i vari servizi. «Già il giorno dopo il primo lockdown, a marzo 2020 – prosegue Eleonora Gavazzi – la Misericordia delle Piastre era attiva con i servizi della spesa a domicilio e la consegna di farmaci, che abbiamo continuato a portare avanti anche adesso».
La Misericordia delle Piastre esprime un forte ringraziamento alla Fondazione Caript.
Sotto la sezione di Pistoia, questa realtà è una delle più longeve, operativa dagli anni Settanta. Il territorio di competenza va da Piazza a Prunetta e, dalla parte del Reno, fino a Pontepetri. Per quanto riguarda i volontari, c’è una forte carenza, come in gran parte della montagna. Sono operativi circa una ventina di volontari, ma manca il ricambio generazionale. È attivo anche il servizio civile, ma la risposta è minima. —
Vanessa Vannacci
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