Gioco
Sparì a febbraio ma ora Vicofaro ha ritrovato Madou grazie a una foto
Trentenne, originario del Gambia, era stato rintracciato dalla Caritas di Foligno mentre vagava nella città umbra
Madou è tornato a casa, tre mesi dopo essere scomparso. A Vicofaro ha ritrovato i suoi amici migranti, il parroco don Massimo Biancalani e la psicologa che lo stava seguendo per il disagio psichico di cui soffre. Ma alle spalle, questo ragazzone altro un metro e novanta, nato in Gambia una trentina di anni fa, si porta una storia che ha dell’incredibile.
Pare che fosse arrivato in Italia in buone condizioni, Madou . Ma poi ha commesso dei reati legati alla droga, è finito in carcere e una volta uscito, non è più potuto rientrare nella comunità dove viveva prima. «Ce lo siamo trovato davanti alla chiesa lo scorso anno, era in condizioni pazzesche» ricorda don Massimo. Anche per un gruppo di volontari ormai esperti, come quelli che danno una mano a don Biancalani nella gestione dell’accoglienza dei migranti a Vicofaro, aiutare Madou non è stato facile. Soprattutto per i suoi problemi di natura psichiatrica.
Comunque era stata avviata la pratica per fargli ottenere la protezione internazionale per cinque anni, come profugo. E l’assenso del tribunale di Firenze era anche arrivato. Il problema – come spiega don Massimo – è che nel frattempo, a febbraio, Madou era sparito e nessuno sapeva dove fosse.
«L’abbiamo ritrovato – racconta il parroco di Vicofaro – grazie ad un ragazzo del Gambia che l’aveva riconosciuto in una foto scattata dalla Caritas di Foligno. Cercavano notizie di un migrante che da giorni si aggirava senza meta per la città umbra e che – non senza difficoltà – avevano accolto e rifocillato. Tra l’altro facendo proprio un ottimo lavoro».
È stato lo stesso don Biancalani a telefonare al direttore della Caritas diocesana di Foligno, Mauro Masciotti, spiegando che quel ragazzone si chiamava Madou e che era fuggito qualche settimana fa da Pistoia. Così è stato organizzato il ritorno del giovane gambiano, che accompagnato dai suoi nuovi amici foglinati, ha rivisto don Massimo e gli altri “pistoiesi” a Foiano della Chiana, dove i due gruppi si erano dati appuntamento. «Ora Madou è qui da noi – spiega don Massimo – ha ottenuto la protezione internazionale e stiamo cercando per lui una struttura che lo accolga». Nel frattempo la vicenda ha ottenuto l’attenzione del giornale diocesano “La Gazzetta di Foligno”, che ha parlato del filo rosso dell’accoglienza che in questa vicenda ha unito la città umbra a Pistoia.
«C’è una cosa che mi ha colpito – conclude don Biancalani – i ragazzi della Caritas erano rimasti colpiti dal fatto che Madou, un musulmano, chiedesse insistentemente di dormire in chiesa. Lo faceva perché qui a Vicofaro la nostra chiesa è aperta a tutti i bisognosi». —
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