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Prelievi di sangue, l’Asl riduce le sedute a luglio e agosto

Prelievi di sangue, l’Asl riduce le sedute a luglio e agosto

L’allarme di Avis e Fratres «Proprio ora che la chirurgia riprenderà l’attività normale...» Capecchi (Fratelli d’Italia) a fianco delle due associazioni

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PISTOIA. L’Asl Toscana centro ha deciso di tagliare le attività di prelievo del sangue tra luglio e agosto nei centri di raccolta di Monsummano, Quarrata e San Marcello, riducendo di 18 giornate le attività previste. In particolare, la comunicazione è firmata dal direttore di immunoematologia Pistoia-Pescia, Daniele Berretti. A denunciarlo, una lettera firmata dai rappresentanti provinciali dell’Avis, Paolo Fabbri, e della Fratres, Franco Gianni. Secondo le associazioni, la riduzione dell’attività di prelievo nei centri periferici «non influsice sulla raccolta complessiva, ma desta allarme per l’estate, normalmente problematica per l’autosufficienza regionale di emazie (globuli rossi, ndr)». E tanto più quest’anno, che con l’attenuarsi dell’emergenza Covid, fa presumere una forte ripresa dell’attività operatoria, con conseguente richiesta di prodotti derivati dalla donazione di sangue.

Avis e Fratres mettono poi in fila altri problemi emersi nel territorio dell’ex Asl 3, come riduzioni di orario, problemi con il trasporto delle sacche, interruzioni di collegamenti informatici, riduzione di posti prenotabili per le donazioni a plasma e altro del genere. Di qui la richiesta di un incontro in presenza con i rappresentanti locali di Asl, Comuni e Società della salute coinvolte, entro il 19 giugno.

Sul tema interviene il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi. «Estate per i centri di raccolta sangue – scrive – significa di solito difficoltà nel reperire risorse ematologiche perciò chiudere per 18 giornate i centri di prelievo Avis e Fratres della provincia di Pistoia tra luglio e agosto appare preoccupante oltre che inspiegabile».

Il consigliere si schiera quindi con decisione contro i tagli: «In provincia di Pistoia sono già stati troppi, basti pensare ai presidi ospedalieri di Pescia e San Marcello.. La Regione Toscana deve intervenire per interrompere questa migrazione forzata di donatori verso i centri maggiori, a discapito di quelli periferici, e ascoltare le istanze di Avis e Fratres». —

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