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Pistoia

il funerale 

Tanti baschi amaranto e il rombo dei motori per l’addio all’ex parà

Tanti baschi amaranto e il rombo dei motori per l’addio all’ex parà

Alla Ferruccia l’ultimo saluto  a Carmelo Garufi scortato  dagli amici biker e portato  a spalla dentro la chiesa  dai “fratelli” della Folgore

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quarrata. È stato il rumore delle moto degli amici biker che lo scortavano ad annunciare l’arrivo del carro funebre. E sono stati, poi, i “fratelli” della 15ª compagnia Diavoli neri, con i loro baschi amaranto in testa, a prenderlo sulle loro spalle e ad accompagnarlo in chiesa fra un picchetto d’onore di ex parà schierati nel saluto militare. È stato celebrato ieri pomeriggio alla Ferruccia il funerale di Carmelo Garufi, il 50enne imprenditore edile quarratino morto domenica mattina nel suo podere di Montevettolini ribaltandosi con il trattore. A simboleggiare l’altra sua grande passione, quella per le Harley Davidson, sulla bara, tra i fiori, il casco che l’ex paracadutista della Folgore indossava durante le sue girate in moto.

Commoventi, al termine della funzione religiosa, le parole del generale di brigata a riposo Enrico Pollini, che era stato il comandante dello scaglione del primo gennaio 1990 della 15ª compagnia fucilieri paracadutisti “Diavoli neri” di Siena di cui Carmelo Garufi aveva fatto parte.

«Carmelo faceva parte di quella schiera di giovani che l’Italia mi aveva affidato affinché ne facessi dei paracadutisti. L’ho ritrovato di recente. E mi son detto: beh, questo è venuto bene. Ma il merito è stato solo suo» ha detto con la voce rotta dalla commozione, per poi ordinare agli altri suoi “ragazzi” presenti ieri in chiesa di chiudersi a riccio attorno alla famiglia di Carmelo, di serrare i ranghi e ricordarlo vivendo il suo sogno. —

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