Attenzione
Porte ancora chiuse al museo Marini di Pistoia, e ora spunta il problema antincendio
Un anno fa il Comune si disse disponibile alla riapertura.
Intanto la Fondazione si occupa di autenticare le opere dell’artista
PISTOIA. È passato un anno da quando il Comune di Pistoia annunciò la propria disponibilità a riaprire il museo Marini prendendo in comodato d'uso dalla Fondazione, legittima proprietaria, le opere del grande scultore. Ma a oggi le porte di Palazzo del Tau sono ancora chiuse. E mentre la Fondazione Marini stessa mette online un sito web tutto nuovo in cui l'unica cosa che riparte è l'attività di autentica delle opere autografe dell'artista pistoiese, sul futuro del museo arriva la notizia di un ulteriore allungamento dei tempi.
L'edificio, infatti, non è dotato della necessaria certificazione anti-incendio. Una condizione indispensabile per riaprire in sicurezza. Il problema – spiegano in Comune – è stato sollevato dalla Fondazione proprio nel corso delle verifiche svolte per la riapertura. Il Comune di Pistoia, già negli anni '90, aveva realizzato un progetto, che però è rimasto sulla carta. Una volta resisi conto della situazione, gli uffici si sono attivati per l'adeguamento del progetto secondo le norme attuali, affidando un incarico.
In tutti questi mesi di chiusura, l'amministrazione ha anche approntato un accordo per il servizio di apertura e chiusura, una volta che sarà riattivato il museo. Individuata anche la responsabile, Elena Testaferrata, attuale direttrice dei musei civici di Pistoia. L'intera progettazione e realizzazione degli adeguamenti sarebbero a carico di Palazzo di Giano, ma per procedere su questa strada dovrà comunque esprimersi il consiglio di amministrazione della Fondazione, la cui prossima riunione non è ancora stata fissata.
I tempi, dunque, continuano a essere incerti. Così come il futuro del museo, le cui opere pittoriche e scultoree – legate definitivamente a Palazzo del Tau dal vincolo posto dalla Soprintendenza alle belle arti e confermato dal Tar – rimangono nascoste agli occhi del pubblico. Il museo è chiuso dal febbraio 2020, prima ancora dell'avvento del Covid. La Fondazione Marini nei mesi successivi ha licenziato tutti i dipendenti, tra cui la storica direttrice del museo, Ambra Tuci, e ha oscurato temporaneamente anche il sito web.
Se sulla riapertura non ci sono notizie certe, come detto, l'unica certezza è che l'attività del nuovo Comitato scientifico della Fondazione è ripartita con il rilascio delle certificazione per l'inserimento nell’archivio delle opere autografe di Marino Marini. E proprio su questo tema interviene anche Marco Leporatti, presidente del comitato “Nessuno tocchi Marino”, creato per difendere la permanenza a Pistoia del museo. «Sarà pure un caso – dice Leporatti – ma sul sito della Fondazione l'unica cosa a cui si fa riferimento è il sistema di autentiche, mentre la porta del museo resta sbarrata. Vogliamo combattere l'oblio che è caduto su questa vicenda. Il nostro auspicio è che presto il museo possa riaprire, più e meglio di prima, valorizzando tutte le opere al suo interno. Non è pensabile che, anche in questo anno iacobeo, chi giunge a Pistoia trovi quel luogo di cultura chiuso». —
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