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Pistoia

l’emergenza coronavirus 

Il 10% dei medici non si è vaccinato Il presidente annuncia provvedimenti

Luca Signorini
Il 10% dei medici non si è vaccinato Il presidente annuncia provvedimenti

Duro il giudizio di Beppino Montalti: «Con il loro comportamento hanno ostacolato la diffusione della campagna vaccinale»

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Luca Signorini

Pistoia. I numeri deve fornirli la Regione, che ancora non ha onorato l'impegno nonostante ci sia chi sollecita. L'Ordine dei medici di Pistoia attende la comunicazione, «perché poi dovremo prendere dei provvedimenti», sottolinea il presidente Beppino Montalti. La questione riguarda i dottori che hanno scelto di non vaccinarsi dal Covid-19. Secondo delle valutazioni, in provincia potrebbero essere almeno 150 i medici che negli stessi ambienti sanitari vengono definiti “negazionisti”. Ovvero l'8-10% dei 1.700 iscritti all'Ordine pistoiese, tra liberi professionisti, ospedalieri e medici di famiglia. Una percentuale non di poco conto.

«Siamo in attesa che le Regioni incrocino i dati fra i sanitari vaccinati e quelli iscritti agli albi – afferma Montalti – al fine di individuare i colleghi medici che, senza valide motivazioni, si siano sottratti al dovere etico e deontologico della vaccinazione in una emergenza così drammatica. Tali colleghi si sono messi al sicuro utilizzando la ormai quasi raggiunta “immunità di gregge” senza nemmeno correre il minimo rischio che la somministrazione di un vaccino comporta, così come un qualsiasi altro farmaco. Con il loro esempio hanno rappresentato un grosso ostacolo all’allargamento della diffusione vaccinale, trovando troppo facile consenso nella naturale diffidenza dei cittadini e dei pazienti alla pratica di terapie vaccinali».

La Regione Toscana, quando avrà i numeri in mano e si deciderà a diffonderli, istituirà una Commissione chiamata a convocare i medici “no vax” per sapere come mai hanno preferito non vaccinarsi. In attesa di conoscere i nomi, l'Ordine avvia quello che definisce come «un dibattito sereno all’interno della categoria medica».

«Nonostante le avventate previsioni iniziali dei cosiddetti esperti, che si sarebbe trattata di una banale influenza – dice Montalti – riprese da troppi colleghi che possiamo annoverare tra i negazionisti, a oggi contiamo oltre 126mila morti per il Covid, tra cui oltre 350 colleghi caduti in tutta Italia assolvendo il loro dovere. Numeri che sono così gravi perché sono stati assenti, per lungo tempo, quei dispositivi di sicurezza che avrebbero aiutato e protetto molti medici di medicina generale e i medici territoriali».

Montalti fa le sue considerazioni anche sulla campagna vaccinale: «La progressiva estensione della pratica vaccinale, dopo le iniziali incertezze, ha rappresentato la chiave di volta di quello che si sta delineando come un successo, con il primo esempio storico di vaccinazione di massa nel corso di una pandemia».

Aggiunge il presidente pistoiese dei medici: «Il modello degli hub vaccinali è senza dubbio un modello di riferimento che sta portando alla limitazione e al contenimento del contagio. Resta però insostituibile il ruolo del medico: l’estensione ad altre categorie professionali dell’atto della vaccinazione (infermieri e tecnici) non ha portato ad alcun sostanziale beneficio per quello che è un atto medicale e come tale deve essere trattato». —

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