Sicurezza
Tifosi e sindaco a confronto la sfida affidata al megafono
Duecento esponenti del tifo organizzato manifestano davanti allo stadio Tomasi li raggiunge e risponde con toni coloriti: «Non vogliamo avventurieri»
Alessandro Benigni
PISTOIA. “Liberate la Pistoiese, vogliamo una società seria e ambiziosa”. Questo l’eloquente striscione esposto ieri mattina da circa duecento tifosi arancioni che si sono dati appuntamento davanti alla tribuna centrale dello stadio Melani per manifestare il proprio dissenso con cori e bandiere nei confronti della famiglia Ferrari, proprietà dimissionaria dopo la drammatica retrocessione in Serie D, nonché per chiedere chiarezza in merito al futuro, tuttora nebuloso, del club.
A guidare il sit-in, che ha visto anche la nutrita partecipazione dei gemellati pesaresi, Pino Mazzotta, tra i principali esponenti del tifo organizzato della Curva Nord, protagonista di un accorato confronto a mezzo megafono con Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, chiamato direttamente in causa in rappresentanza delle istituzioni come garante in questa delicata fase di transizione. Il rappresentante degli ultras arancioni ha letto il duro comunicato emesso congiuntamente dai gruppi 1982, Curva Nord, Tuttintinti, 21 Aprile e Only Orange, dove è stata ribadita la preoccupazione in merito al futuro della società, la richiesta di una definitiva uscita di scena di Orazio Ferrari e del figlio Marco, l'auspicio che i soci della Holding facciano chiarezza sulle loro intenzioni e quello che gli imprenditori interessati alla Pistoiese si palesino al più presto mettendosi a lavorare per iniziare la ricostruzione. “Noi siamo la Pistoiese", è il coro esploso forte e chiaro al termine dell'appello gridato da Mazzotta. Il megafono è poi passato nelle mani di Tomasi – già accanito tifoso arancione e profondamente legato al mondo della Nord – che per l'occasione ha "svestito" i panni del primo cittadino per rispondere in maniera diretta (e anche piuttosto colorita) alle istanze degli ultras. «Siamo a disposizione di tutti ma ancora non vedo situazioni concrete all'orizzonte – ha ribadito – confido negli imprenditori del territorio, dobbiamo stare attenti a non mettere la società nelle mani di avventurieri e speculatori. A chi vuole venire a investire diciamo che l'Amministrazione non romperà le palle, che lo stadio è sostanzialmente a norma e che i conti sono in ordine».
Applausi anche per lui, poi si è entrati nel vivo. «La famiglia Ferrari ha tolto la passione per il calcio a questa città, lo vediamo dai numeri dei presenti questa mattina», ha attaccato Mazzotta. «Sono incazzato di brutto per la retrocessione, l'ho detto anche allo stesso Ferrari, chi se lo sarebbe immaginato? – ha risposto Tomasi – ma ora basta, si sono dimessi. Non dobbiamo creare alibi a nessuno e un clima di rabbia non aiuta».
«Vogliamo che lo stadio sia completamente a norma, senza discorsi inutili - ha rilanciato il rappresentante del tifo arancione - il Marcello Melani è la nostra casa e non ci torneremo finché ci sarà il cartello Vannucci Stadium in gradinata». Il clima è rovente, ma c'è spazio anche per qualche sorriso: «Concedetemi la mia prima parolaccia, il sindaco ne ha già dette tre». Alla fine la manifestazione si scioglie, tra bandiere che sventolano e altri cori che si levano in cielo sotto lo sguardo attento delle forze dell'ordine, intervenute in maniera massiccia all'appuntamento. Di fatto, ad oggi, non c'è nessuna nuova per quanto concerne il futuro societario e sportivo della Pistoiese: speriamo la spinta dei tifosi faccia scattare la molla giusta. —
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