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Hitachi, a rischio le vaccinazioni in azienda: sotto accusa Regione e burocrazia

Valentina Vettori
Hitachi, a rischio le vaccinazioni in azienda: sotto accusa Regione e burocrazia

Le regole della Regione Toscana potrebbero far saltare la campagna già terminata con successo in Campania e Calabria

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PISTOIA. Dopo le direttive nazionali per il via libera alla campagna vaccinale contro il Covid all’interno delle grandi aziende, la Toscana annuncia dal 7 giugno la partenza delle somministrazioni anche sui luoghi di lavoro. Ma con una modalità del tutto inaspettata. O perlomeno molto diversa da quella avanzata dal gruppo Hitachi Rail Italy che, già dalla scorsa settimana, in Calabria e Campania, ha dato il via ai vaccini di massa all’interno dei propri stabilimenti.

L’organizzazione di Hitachi Rail prevede l’uso di un truck medico itinerante, con a bordo personale sanitario specializzato, incluso un rianimatore, che viaggia tra le varie fabbriche italiane del gruppo per le inoculazioni del vaccino, come già avvenuto a Reggio Calabria e Napoli. I costi dell’intera campagna sono a carico dell’azienda, con la sola eccezione delle dosi di vaccino, fornite appunto dalle singole Regioni. La Toscana, invece, come ha annunciato l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, ha previsto l’attivazione di un portale dove le imprese potranno prenotare le dosi, messe a disposizione dalla Regione. In più, sarà necessario che si iscrivano almeno 1.000 dipendenti, che non devono necessariamente appartenere alla stessa azienda. Ogni provincia, poi, avrà il suo punto di somministrazione.

Insomma, una cosa un po’ più complessa rispetto a quanto proposto dalla stessa Hitachi e messo in campo in altre due regioni italiane. E proprio alla modalità tutta toscana di prenotazione e somministrazione dei vaccini per le aziende risponde Juri Citera, segretario regionale Fim Cisl.

«Da tempo chiediamo alla Regione una maggiore attenzione alle grandi realtà aziendali della Toscana, ma senza successo. Abbiamo chiesto anche un sopralluogo in azienda, mai avvenuto. Quello che dispiace è che, a fronte di un impegno così importante messo in campo da Hitachi per tutti i suoi stabilimenti, Pistoia compresa, la Toscana arriva esima».

«Sul fronte vaccini nelle aziende – prosegue Citera – credo che l’approccio della nostra Regione sia stato completamente sbagliato».

Il piano vaccinale di Hitachi, a livello nazionale, come spiegato in una nota dell’azienda, punta a immunizzare circa 5. 700 persone tra dipendenti e personale delle società fornitrici, con adesioni su base volontaria, im tutti gli stabilimenti. Nella fabbrica di Pistoia, però, il progetto così come pensato da Hitachi, potrebbe naufragare. —

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