Gioco
Bar e ristoranti riaprono i battenti ma ora fanno fatica a trovare personale
In tanti hanno cercato lavori in altri settori per sopravvivere durante le chiusure imposte dalle misure anti Covid
Vanessa Vannacci
PISTOIA. Bar e ristoranti riaprono e ricominciano a guardare al futuro, ma scoprono un problema imprevisto che può frenare la ripresa: la difficoltà di trovare nuovo personale. Le incertezze legate alla zona rossa prima e a quella arancione poi hanno cambiato il mercato del lavoro e adesso è più difficile di prima trovare camerieri e pizzaioli. Che nel frattempo, per sbarcare il lunario, hanno dovuto ripiegare su altri impieghi.
«Sono arrivate alcune candidature, è vero – conferma Mario Amore, uno dei titolari della pizzeria “Luna Rossa”, che da poco ha aperto un altro punto, “Verace” in via della Madonna – Nulla in confronto all’anno scorso però. In tre settimane, di questo periodo, avevo ricevuto già duecento curriculum».
I locali hanno voglia di riaprire, ma se è più semplice la ricerca di figure come barman e personale di sala, questo non si può dire per figure specializzate. La Confcommercio di Pistoia spiega che l’aumento di domanda da parte dei ristoratori e degli laltri esercenti pistoiesi ha trovato una risposta debole, almeno in un primo momento. A fronte di una crescita di richiesta da parte dei pubblici esercizi che hanno bisogno di assumere personale, la risposta non è stata così scontata, anzi. Tante sono le persone che, pur avendo un passato di esperienze lavorative nel settore, nell’ultimo anno si sono dovute reinventare a causa delle varie aperture a singhiozzo e hanno trovato occupazione in settori diversi.
Questo dato, denunciato più volte in passato dalla Fipe, trova ancora riscontro nella realtà attuale. La difficoltà si trova proprio nella ricerca di figure specializzate con esperienza, come chef e pizzaioli. Per la Cgil, come spiega Alessandro Cartei, una serie di concause hanno portato a questa particolare situazione. Se da una parte c’è stato un orientamento verso altri ambiti di lavoro, dall’altra nel settore della ristorazione prevalgono contratti stagionali, talvolta con turni di lavoro molto lunghi. A differenza della crisi degli anni 2008-2009, dove i settori penalizzati erano soprattutto quelli dell’industria e della manifattura, adesso sono quello della ristorazione e del turismo a risentirne. Le aperture parziali, come sono adesso, non permettono di avere un chiara e concreta visione del futuro.
Fatto sta che molti locali stanno cercando dipendenti anche in vista dell’estate. Tra questi, il “ Cafè du Globe”, in pieno centro storico, principalmente per il servizio al tavolo, nonché la “Caffetteria Elvi”, dove c’è un cartello in bella vista sulla vetrina: “cercasi personale”.
«L’impegno che si richiede – dice il proprietario Bruno Losasso– è soprattutto da giovedì alla domenica per la stagione estiva, visto l’ampliamento degli spazi con i tavolini in piazza del Duomo, con lo slogan “Pizza in piazza”».
Molto più difficile, come detto, la ricerca di figure specializzate: questo sta accadendo a “La Lanterna”, di Carmela Perna e Ciro Velotti, che sono in cerca di personale per la sala, ma soprattutto di un aiuto pizzaiolo. Ciro racconta la difficoltà reale di trovare personale qualificato, che, forse, proprio causa pandemia, si è cimentato in altri lavori.
Sulla stessa lunghezza d’onda il proprietario di “Beviamoci su”, Emilio Mencarelli, che sta ancora cercando, nonostante tutti gli avvisi sui social e sulle piattaforme online, una figura di aiuto chef che possa lavorare nel locale. «È pesante non riuscire a trovare nessuno da inserire in cucina e con cui poter collaborare» lamenta. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
