Il Tirreno

Pistoia

LA PROTESTA DELla fim cisl 

Hitachi, vaccinazioni al via «Ma per Pistoia la Regione tace»

Valentina Vettori
Hitachi, vaccinazioni al via «Ma per Pistoia la Regione tace»

Con costi a carico dell’azienda eccetto quelli per le dosi la campagna è iniziata ieri nello  stabilimento di Reggio Calabria e a breve toccherà a Napoli

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Valentina Vettori

PISTOIA. Hitachi Rail è la prima grande azienda in Italia a diventare centro vaccinale per i propri dipendenti e i lavoratori dell’indotto. Ieri la campagna è partita dallo stabilimento di Reggio Calabria e la prossima settimana, dal 26 al 29 maggio, proseguirà in quello di Napoli. A Pistoia, invece, è ancora tutto fermo e non ci sono date certe, nonostante l’azienda abbia già presentato il suo piano. Come specifica Hitachi, infatti, le giornate di vaccinazione negli stabilimenti vengono fissate sulla base del numero di vaccini messi a disposizione dalle Regioni di riferimento. E in Toscana, da questo punto di vista, non ci sono ancora riscontri.

«Abbiamo accolto con favore l’iniziativa dell’azienda – dice Juri Citera, segretario regionale Fim Cisl –– che dimostra grande attenzione. Va però rimarcato che la Regione, nonostante i ripetuti solleciti, non ha ancora dato risposte. Come ripetiamo dall’inizio, nonostante i protocolli di sicurezza interni all’azienda, attorno a questo stabilimento ogni giorno ruotano 1.600 persone. Se dovesse partire un focolaio di Covid, sarebbe un problema per l’intera città e per il suo ospedale. Per cui, alla Regione chiediamo una maggiore attenzione, sbloccando subito la possibilità di vaccinare i dipendenti delle grandi aziende».

L’organizzazione di Hitachi prevede l’uso di un truck medico itinerante, con a bordo personale sanitario specializzato, incluso un rianimatore, che viaggerà tra i vari siti italiani per le inoculazioni del vaccino. Dopo Reggio Calabria e Napoli, toccherà appunto anche a Pistoia, Torino, Genova, Tito e Potenza. Il piano vaccinale aziendale punta a immunizzare circa 5.700 persone tra dipendenti e personale delle società fornitrici, con adesioni su base volontaria. I costi dell’intera campagna sono a carico dell’azienda, con la sola eccezione delle dosi di vaccino, fornite appunto dalle Regioni.

«Quello che dispiace – chiosa Citera – è che a fronte dei grandi annunci del presidente della Regione Giani, Calabria e Campania siano già pronte, mentre noi siamo di nuovo in ritardo su questo fronte». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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