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Pistoia

la Pistoia che cambia 

Strade, servizi, strategie I nodi al pettine della città secondo gli architetti

F.C.
Strade, servizi, strategie I nodi al pettine della città secondo gli architetti

Presentato il documento finale delle otto assemblee organizzate tra il 2019 e il 2020 L’assessore Cialdi: contributo in linea con il nostro percorso

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PISTOIA. Il Comune di Pistoia si appresta a lanciare il percorso partecipativo (obbligatorio per legge) sulle grandi scelte del futuro in materia di urbanistica: ci sono un piano strutturale e un piano operativo da definire. Certamente non sarà possibile avere i nuovi strumenti prima della fine del mandato amministrativo (si voterà tra dodici mesi, più o meno), ma l’assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi garantisce che almeno la campagna di ascolto dei cittadini – il “percorso partecipativo», come si dice – inizierà con l’estate.

L’Ordine degli architetti ha voluto dare una mano importante all’amministrazione comunale, anticipando questo percorso con una serie di assemblee, otto in tutto, tenute tra il maggio 2019 e il febbraio 2020, prima che il Covid rendesse impraticabili queste iniziative. Otto incontri durante i quali gli ar- chitetti hanno soprattutto ascoltato i problemi sollevati dagli abitanti, per poi cercare di immagine delle soluzioni.

Il risultato è il documento di 16 pagine presentato ieri nella sede dell’Ordine, in via Sant’Andrea, dal presidente Paolo Caggiano, dalla sua vice Serena Zarrini e dalla neoeletta consigliera Maria Luce Fedi; presente anche l’assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi, in carica dal luglio dello scorso anno. Un documento diviso in quattro sezioni, quante sono le zone della città secondo i punti cardinali, criterio in base al quale si sono anche articolati gli incontri.

A fare da filo conduttore alle riflessioni degli architetti, la sottolineatura della necessità di una forte azione di pianificazione del territorio, tanto più adesso che si sta uscendo (auspicabilmente) da un anno e mezzo di pandemia e ci sono occasioni importanti da cogliere. Pianificazione intesa non tanto come regole e vincoli (anzi, da semplificare e ridurre) quanto come capacità di visione strategica. «Non è il momento – la battuta di Caggiano – di pensare come togliere Pistoia dalla classifica delle capitali del minigolf, cioè delle buche nelle strade, ma di elaborare una visione strategica e globale».

Secondo gli architetti, la priorità delle priorità resta quella delle infrastrutture inadeguate. In città gli esempi sono il congestionato viale Adua e il pericoloso (e privo di servizi) viale Fermi, bisognoso di avere quanto prima una prosecuzione verso est, la famosa variante di Pontenuovo. Ma ci sono anche i temi extraurbani, come la tramvia che Firenze immagina fino a Prato e che, così com’è, taglia fuori Pistoia. A ruota, l’altro tema chiave è quello di riempire i “vuoti urbani”: dall’ex prefettura in piazza del Duomo (palazzo inutilizzato da tre anni), alla Santissima Annunziata, dall’Auditorium all’area ex Martinelli, per non citare l’area ex Breda. Altro tema trasversale è quello dell’innovazione tecnologi ca da favorire in tutti i modi. Ma gli argomenti sono moltissimi.

Cialdi ha sottolineato che il percorso messo a punto dagli architetti è del tutto coerente con le intenzioni dell’amministrazione, che a sua volta si prepara a lanciare il percorso partecipativo istituzionale entro l’estate. Cialdi ha anche anticipato la scelta di far elaborare sia il nuovo piano strutturale che il piano operativo (lo strumento che sostituisce il regolamento urbanistico) direttamente dai tecnici del Comune, sfruttando collaborazioni esterne per singoli e specifici temi. —

F.C.

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