Schmidt a Quarrata conquistato da villa La Magia: «Insieme faremo delle cose belle»
Progetto “Uffizi diffusi”, il direttore del museo fiorentino alla residenza medicea candidata a ospitarne alcune opere
QUARRATA. Non è facile stare al passo svelto di Eike Schmidt. E non solo nel senso letterale del termine, visto che sotto uno dei primi soli caldi di questo strano maggio, si suda a seguire le lunghe falcate con cui il direttore degli Uffizi percorre la villa de La Magia, da una parte all’altra. «Che ci sia il sole a suggellare questa bella giornata, dopo tanta pioggia, è un segno del cielo. O delle stelle, come avrebbero detto i Medici» scherza accanto al sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti, il tedesco più italiano del Bel Paese. L’uomo che dal 2015 ha contribuito all’impennata di presenze e progetti del museo fiorentino, voluto proprio da quella famiglia illustre che da questa villa partiva per le battute di caccia. La visita di Schmidt si è svolta il 19 maggio scorso.
Sul filo diretto nel segno mediceo tra il grande museo e villa La Magia ha puntato il Comune di Quarrata, avanzando la sua candidatura per il progetto “Uffizi diffusi”, che immagina una costellazione di sedi decentrate per ospitare una parte delle ricchezze in possesso del museo fiorentino. Quarrata prova così a tenere il passo di quella fucina di idee che è il direttore degli Uffizi e a cogliere al volo un’ «opportunità unica a livello culturale e turistico» come il sindaco ha definito l’ingresso de La Magia tra le sedi distaccate di uno dei musei più noti al mondo.
Da chiarire: il sopralluogo di Schmidt e del suo folto seguito tra le stanze e il giardino della Magia è solo il primo passo perché la candidatura quarratina vada in porto. Ma le dichiarazioni meno diplomatiche del solito, il sorriso e la dedica che il direttore ha lasciato sul libro d’onore del comune fanno capire che La Magia ha stregato anche lui. «Il nome di questa villa è suggestivo ma visitarla lo è di più» ha detto nell’incontro con la stampa in una delle sale affrescate della villa che, dal Duemila, è di proprietà comunale. Schmidt ha lodato a più riprese il lavoro di restauro portato avanti negli anni, applaudendo anche alla scelta di aprire alle istallazioni di arte contemporanea.
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Dopo il lancio del progetto “Uffizi diffusi”, sono fioccate le candidature da tante parti della Toscana , pronte a valorizzarsi ospitando le tante opere del museo e del suo sconfinato magazzino. «Abbiamo fatto una candidatura come Comune – spiega Mazzanti – e negli stessi giorni il consiglio comunale ha votato all’unanimità una mozione in tal senso. Siamo contentissimi di avere qui il direttore Schmidt e di poter far parte di questo progetto disposti anche a metterci delle risorse economiche».
«Credo che potremo fare delle cose belle insieme – replica Schmidt – quando c’è disponibilità da entrambe le parti, le cose si fanno. Le modalità sono tante, ci possono essere mostre temporanee o prestiti ma l’importante è fare un’offerta stabile, che non sia un doppione dei comuni vicini».
Il direttore non entra nel merito di tempi e tipologia di opere che ben si sposerebbero con il fascino signorile adornato dal verde della villa, medicea da fine ‘500 al 1645, adornata dal percorso di scoperta di arte contemporanea ora silenziose ora contrastanti. «I nostri tempi sono molto veloci – aggiunge Schmidt – abbiamo iniziato a parlare di Uffizi diffusi un anno fa e già quest’estate partiranno i primi progetti. In alcuni casi però vale la pena prendersi più tempo».
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Parole che sembrano dette per Montecatini, riconosciuta architrave del progetto di apertura degli Uffizi al territorio, che porta dietro di sé l’ampio lavoro di recupero delle Terme. Ma un progetto non esclude l’altro, evidenzia Schmidt. «Anche a Montecatini c’è una forte volontà – continua – sia nostra, che della Regione, del Comune e della Fondazione Caripit. Ma il processo è più grande e comprende anche il recupero di uno spazio».
Montecatini, Pescia, Monsummano e ora Quarrata: le visite di Schmidt in provincia si sono intensificate grazie alla volontà manifestata da vari territori in cui l’assente illustre sembra proprio il capoluogo. Nessuna candidatura ufficiale è finora giunta agli Uffizi dal Comune di Pistoia. L’ex capitale italiana della cultura potrebbe però essere rappresentata nell’ambizioso progetto del museo diffuso dal borgo collinare di Castagno di Piteccio, autocandidatosi con il suo borgo museo. —
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