Il Tirreno

Pistoia

il caso 

“Vannino” sta bene, è al Villone ma vorrebbe tornare a casa sua

Fabio Calamati PISTOIA.

L’amico Gerardo Modesto: «È tranquillo, ma trovare una sistemazione per lui non sarà facile».  Cresce la solidarietà sui social

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Chi è andato a trovarlo al Villone Puccini lo ha trovato in buone condizioni e di umore discreto, spesso a fumare nel cortile interno della residenza sanitaria, come sempre a torso nudo e il pezzo di stoffa stretto attorno alla vita che da anni è la sua unica uniforme. “Vannino” sta bene, ma si lamenta per quello che gli è successo e vorrebbe tornare a casa sua, anche se del Villone apprezza la cucina e il modo in cui è trattato.

Da quarant’anni “Vannino” (il suo nome proprio è un altro, ma l’appellativo con cui tutti lo conoscono l’ha preso dal nome del babbo) vive in una casa diroccata sulla via Pratese e lo si può incrociare in sella alla sua bici senza copertoni, pedalando vestito solo di un lenzuolo drappeggiato attorno alla vita, d’inverno e d’estate, sotto la pioggia o sotto il sole a picco. Lo conoscono tutti, “Vannino”, e per molti è un eroe, un simbolo di ribellione. Lui non ha mai chiesto niente a nessuno, se non la possibilità di vivere come gli pare in quella casa che, parzialmente, è di sua proprietà.

Ma venerdì proprio quella casa è finita sotto sequestro e sbarrata in seguito ad un provvedimento del tribunale di Pistoia, perché “Vannino” è indagato per il reato di smaltimento illegale di rifiuti “mediante abbruciamento”. Infatti “Vannino” brucia in giardino i materiali di tutti i generi, che raccoglie dopo averne estratto il legno che usa per scaldarsi e cucinare. Non avendo più casa, “Vannino” è stato sottoposto a visita medica e poi collocato dal Comune di Pistoia – temporaneamente – alla Rsa del Villone.

Una soluzione che “Vannino” ha già fatto sapere di non condividere. Ma di soluzioni a portata di mano, non se ne vedono. I medici non possono certo tenerlo ricoverato, visto che il 67enne “Vannino” è sano. E anche il Comune di Pistoia deve fare i conti con il fatto che non si tratta di un diseredato a cui pagare la retta, visto che – per dirne una – possiede (almeno in parte) la casa di via Fiorentina adesso chiusa.

Sui social si è scatenata da subito un’ondata di solidarietà verso “Vannino”, che ne ha rinfrescato la fama di ribelle dai tratti francescani. Un’immagine che non apprezza per niente uno dei suoi amici più stretti, l’ex consigliere comunale di Agliana Gerardo Modesto. «Vannino non è un eroe, nessuno gli ha fatto violenza, questa solidarietà non la capisco. È lui che ha scelto di ripudiare le regole e di vivere di conseguenza». Modesto conferma che il suo amico sta bene, ma che vorrebbe tornare a casa. «Stiamo cercando di aiutarlo, bisogna trovare dove sistemarlo. Ma non è semplice». —



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