Gioco
Il tribunale sequestra la casa di “Vannino” Mobilitazione su Fb
Drappo di stoffa attorno alla vita e bicicletta scassata il 67enne è uno dei personaggi più amati della piana
Massimo Donati
PISTOIA. Un drappo di stoffa legato attorno alla vita e una bicicletta scassata, spesso senza neppure i copertoni. Nient’altro. Con il sole, con la pioggia o con la neve, in inverno così come in estate. Una sorta di eroe per la gente, quasi un’istituzione, certamente un personaggio ammirato e amato per quella radicale scelta con cui, quarant’anni fa, dicendo basta a ogni convenzione sociale, decise di cambiare la sua vita, fino a quel momento costellata di auto di lusso, belle donne, abiti eleganti e champagne.
Ed è per questo che, ieri mattina, sui social, è scoppiata una sorta di insurrezione quando attraverso il tam tam di facebook si è diffusa la notizia che a “Vannino” era accaduto qualcosa: la sua casa da tempo diroccata, senz’acqua e senza corrente, che si affaccia sulla via Pratese, era stata messa sotto sequestro e sbarrata; e lui era stato portato via, pare, si diceva, in ambulanza, addirittura per un fantomatico tso. Insomma, una “violenza” ritenuta inconcepibile dalle migliaia di persone (almeno tre o quattro, da anni, su Fb i gruppi a lui dedicati) che ad Agliana – ma anche a Pistoia e negli altri comuni della piana – conoscono quello spirito libero coperto di fuliggine e a piedi scalzi refrattario a qualsiasi forma di costrizione.
Una valanga di solidarietà (è stato creato addirittura un gruppo fb “vanninolibero”) che non si è arrestata neppure quando i contorni della vicenda si sono via via chiariti. È venuto fuori che il terratetto di via Pratese – nel comune di Pistoia, al confine con quello di Agliana – è stato messo sotto sequestro non perché inagibile ma in seguito a un provvedimento emesso dal gip del tribunale su richiesta della procura della Repubblica. Il 67enne pistoiese è infatti indagato per il reato di smaltimento illegale di rifiuti mediante abbruciamento a causa del materiale di ogni genere (e potenziale pericolosità) a cui negli anni ha dato fuoco in giardino per liberarsene, dopo aver recuperato le parti in legno per utilizzarle per scaldarsi in inverno dentro casa e quelle di un certo valore per rivenderle ai ferrivecchi. Un comportamento che è stato nel tempo oggetto di ripetuti esposti da parte di chi abita nella zona, che hanno portato all’apertura di un’inchiesta penale. Gli accertamenti sono poi culminati con alcuni sopralluoghi da parte di Asl e polizia municipale di Pistoia che hanno portato il pm a chiedere al giudice delle indagini preliminari il provvedimento cautelare del sequestro preventivo del giardino e dell’abitazione.
Abitazione, tra l’altro, inagibile e pericolosa, anche a causa degli stessi fuochi spesso accesi all’interno dal suo proprietario come unica fonte di riscaldamento (nel tempo ha bruciato anche tutti gli infissi). Proprio per lo stato in cui versa l’abitazione, Vannino è accusato anche del reato previsto dall’articolo 677 del codice penale: omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.
Fatto sta che ieri mattina la polizia municipale di Pistoia ha date esecuzione al provvedimento di sequestro del gip, provvedendo anche alla chiusura di tutti gli accessi dell’abitazione con delle tavole di compensato. Vannino, preso in carico dai servizi sociali del Comune, è stato prima accompagnato all’ospedale per essere sottoposto al tampone e poi all’rsa del Villone Puccini in attesa di trovare per lui una nuova sistemazione definitiva. —
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