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Pistoia

dopo l’addio di ferrari 

Tomasi: «Aspetto offerte serie per la Pistoiese»

Alessandro Benigni
Tomasi: «Aspetto offerte serie per la Pistoiese»

Il sindaco è stato delegato a fare da interlocutore con eventuali nuovi acquirenti. Resta in piedi l’ipotesi di Maurizio Fagni

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Alessandro Benigni

PISTOIA. Acquirenti cercasi. Questo, in estrema sintesi, il punto della situazione in casa Pistoiese. La società arancione, dopo l'amara retrocessione nei dilettanti e il repentino addio del presidente Orazio Ferrari (insieme a lui saluterà anche il figlio Marco, ndc), è infatti entrata in un delicato periodo di transizione nell'ottica di una ricostruzione su basi nuove che non può più essere rinviata. La riunione informale tenutasi presso il Nursery Campus del main sponsor Vannino Vannucci alla presenza della famiglia Ferrari, dei soci della Holding Arancione e del sindaco Alessandro Tomasi è servita a fare chiarezza sulla situazione attuale e a delineare i prossimi passi in vista di un'estate che si annuncia quanto mai calda. Molto passerà dalle mani del primo cittadino che, nei panni del garante, è pronto a fare da interlocutore con eventuali nuovi acquirenti. «Ferrari ha confermato la volontà di fare un passo indietro e lasciare la Pistoiese – ha confermato Tomasi –- adesso le porte sono aperte per chi volesse investire nel calcio in maniera seria, nella massima trasparenza. Sono fiducioso perché in questo il club arancione è ideale». Sul piatto, rispetto a tante realtà, c'è infatti molto: perché se è vero che viene a mancare il suo principale azionista, è altrettanto vero che quella arancione resta una società solida, con una base importante da cui ripartire (nonostante al 30 giugno sia destinata a perdere tutti i cartellini, ndc). «I conti della Pistoiese sono a posto, anzi, c'è anche qualche credito nei confronti della Lega Pro – ha spiegato – i soci della Holding hanno confermato la volontà di continuare il loro impegno con la Pistoiese, se chi arriverà vorrà essere affiancato, inoltre anche la Vannucci Piante si è detta pronta a rimanere al proprio posto come sponsor. I dipendenti ci sono e restano, così come gli impianti in cui allenarsi e portare avanti l'attività – ha proseguito il primo cittadino – insomma, chi vorrà subentrare lo farà investendo per fare calcio, perché non ci sono debiti da ripianare o situazioni da sanare». Dettagli non secondari, che rendono la Pistoiese un porto sicuro rispetto anche a tante altre piazze di Serie C. D'altro canto è chiaro che con l'addio al professionismo un po' di appeal sia stato perso, anche se in questo senso il futuro è ancora da scrivere. Per conoscere la categoria in cui giocherà la squadra, infatti, molto dipenderà dal prossimo mese e mezzo: in primis c'è da attendere i verdetti sportivi del campionato, poi si passerà alle iscrizioni e ci sarà da capire se tutte o meno le squadre aventi diritto saranno in grado di presentare domanda. Verosimilmente le chance per tornare al piano di sopra ci saranno ma prima, conditio sine qua non, c'è da dare un futuro alla Pistoiese trovando qualcuno che possa dare garanzie. «Al tempo stesso la priorità è quella di preservare la società da avventurieri e personaggi poco seri», ha concluso Tomasi. Sul fronte locale resta in piedi l'ipotesi (a dir la verità piuttosto fredda) di Maurizio Fagni, patron della Fabo. Ma con ogni probabilità bisognerà guardare fuori Pistoia.

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