Il Tirreno

Pistoia

Musei e mostre tornano a vivere la voglia di cultura batte il Covid

Vanessa Vannacci
Musei e mostre tornano a vivere la voglia di cultura batte il Covid

Già tanti i visitatori e le prenotazioni dopo l’addio alla zona arancione. E non mancano gli stranieri

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Vanessa Vannacci

PISTOIA. I musei di Pistoia hanno riaperto le loro porte ai visitatori. La città, come tutta la Toscana, è tornata a vestirsi, da poco più di una settimana, di giallo, e questa nuova fase dell’emergenza sanitaria ha permesso anche un ritorno verso la cultura. Una lenta ripresa, che però, via via, sta prendendo vigore, con un costante aumento delle prenotazioni, soprattutto per il week-end.

Nella maggior parte dei casi, la prenotazione, obbligatoria per il fine settimana, si muove su due canali, quello online, attraverso il sito del museo, oppure via telefono. Quest’ultimo, per esempio, è il sistema adottato dal Palazzo dei Vescovi, al quale l’accesso è previsto dal lunedì al venerdì solo il pomeriggio, mentre sabato e domenica con orario continuato, dalle 10-19.

E questa nuova fase vede a Pistoia anche la presenza di nuove mostre, come quella inaugurata il 30 aprile sotto le logge del Comune, nella Sala affrescata: “Arcana lux nova lux”, a cura di Claudio Giorgetti.

Il Museo civico ha già registrato un buon numero di visitatori, anche stranieri. Il percorso che si snoda cronologicamente – partendo dalle opere del 1300 – su più piani, può ospitare circa 50 persone contemporaneamente. «Le persone hanno voglia di tornare nei luoghi che fanno stare bene» spiega l’ addetta al front-office.

A due passi da piazza del Duomo, in via Ripa del Sale, due altri musei, che condividono lo stesso ingresso: il Museo diocesano Rospigliosi, ancora chiuso, e il piccolo Museo del Ricamo, dove Anna Lassi Frosini accoglie i visitatori (ingresso gratuito e senza prenotazione) tutti i giorni, spiegando loro come l’arte del ricamo, e quella del filè a Quarrata, fosse una realtà importante per Pistoia, e mostrando creazioni da a metà Ottocento a oggi.

Spostandosi in piazza Giovanni XXIII, troviamo il Museo dello Spedale del Ceppo e Pistoia Sotterranea. Francesca Giunti, referente di quest’ultima, racconta che dal 30 aprile, giorno della riapertura, le visite sono in costante aumento. Addirittura alcune scuole francesi e gruppi di americani si sono già messi in contatto per visite guidate in autunno e nella primavera 2022. Attualmente, i visitatori sono per lo più pistoiesi e fiorentini, ma ci sono anche gruppi provenienti dall’Emilia Romagna, prenotati anche per questo weekend.

«Oggi sono passati per il museo anche due pellegrini – aggiunge Francesca – La sensazione e la speranza è che quest’estate si possa consolidare un bel movimento».

Nel 2020 il museo avrebbe dovuto festeggiare i suoi primi dieci anni di attività, ma tutto è stato bloccato dal Covid.

Si muove qualcosa anche al Museo dello Spedale del Ceppo, che raccoglie antichi strumenti chirurgici, meta di appassionati, curiosi e anche di studenti universitari di medicina.

Si chiude invece a breve, questo fine settimana, la mostra ospitata al Museo del Novecento e dell’arte contemporanea di Palazzo Fabroni: “I am not legend”, di Andrea Mastrovito, ha visto numerose prenotazioni per la sua conclusione. Anche se l’apertura a singhiozzo non ha aiutato, le visite non sono state poche. Antonella, Mevis e Adonella, da Bergamo sono venute a Pistoia richiamate proprio da questa mostra. Disinstallata la quale, il museo sarà sempre visitabile per la sua collezione permanente, per poi diventare, a breve, sede di una nuova mostra, quella dell’artista Marinella Senatore.

Insomma, tutto sembra far pensare che, anche a Pistoia, la cultura possa essere più forte del Covid. —

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