Sicurezza
L’Ecomuseo aggiorna lo statuto e si prepara alle riaperture
L’assessore Sabella: «Realtà centrale per il turismo, deve essere promosso» Cotti (Pd) sottolinea l’importanza culturale, per Bojola è «motivo di orgoglio»
PISTOIA. L’associazione Ecomuseo della Montagna pistoiese aveva uno statuto dove non c’era traccia della fusione dei quattro comuni montani in due sole entità (Cutigliano-Abetone e San Marcello-Piteglio) e della scomparsa della Comunità Montana. Di qui la necessità di una modifica, che è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Pistoia, uno dei principali soci dell’Ecomuseo. Ma il dibattito in consiglio ha riacceso le luci su una realtà importante per la montagna, sia dal punto di vista culturale che turistico. Soprattutto ora che, con l’ allentamento delle restrizioni anti-Covid, anche le strutture dell’Ecomuseo potranno tornare ad essere visitabili.
Il provvedimento di aggiornamento dello statuto è stato illustrato dall'assessore al turismo di Pistoia Alessandro Sabella. «Si portano alcune lievi modifiche allo statuto dell'associazione – ha detto Sabella - perché rispetto al 2011, anno di costituzione dell'associazione, ci sono state modifiche come la fusione dei Comuni e la soppressione della Comunità Montana».
«Le finalità – ha continuato l’assessore – sono sociali, culturali, educative e l'associazione si propone soprattutto per la gestione degli itinerari, per un totale di sei. L'Ecomuseo ha l'obiettivo di organizzare e gestire tutto il patrimonio della Montagna pistoiese attraverso la promozione con personale qualificato, già presente al suo interno. L'Ecomuseo accoglie anche turisti e visitatori che scelgono il treno storico, la Porrettana Express, per raggiungere la montagna. L'Ecomuseo ha necessità di essere supportato da un punto di vista commerciale, di essere promosso attraverso agenzie di viaggio e tour operator».
Dopo l'assessore al turismo Sabella, hanno preso la parola alcuni consiglieri comunali tra i quali Antonella Cotti (Partito Democratico) e Iacopo Bojola (Forza Italia – Centristi per l'Europa). «L'Ecomuseo – ha detto Cotti – non è certo un tour operator né una agenzia di viaggi, ma una associazione che promuove, attraverso sei itinerari, cultura, conoscenza storica artistica e naturalistica dei nostri territori montani, dei nostri borghi. È doveroso per il Comune capoluogo essere, non solo presente economicamente con un contributo di 7.000 euro, ma soprattutto esserci come motore di sviluppo di progettualità per queste nostre bellissime zone».
«L'Ecomuseo è uno dei primi in Italia – ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia-Centristi per l'Europa – e non solo per questo è un orgoglio del nostro territorio. I sei percorsi che identificano le attività tipiche degli insediamenti umani sin dai tempi più remoti, sono elementi identificativi da salvaguardare». —
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