Il Tirreno

Pistoia

provvedimento della prefettura 

Azienda interdetta dagli appalti per legami con la ‘ndrangheta

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pistoia. Frequentazioni tutt’altro che occasionali. Anzi, parentele e una vera e propria collusione degli amministratori dell’azienda con gli interessi della consorteria ‘ndranghetista. Almeno secondo la prefettura che ha adottato un’interdittiva antimafia nei confronti di un’impresa edile di Pistoia, che, come conseguenza, non potrà più lavorare con la pubblica amministrazione.

Oggetto del provvedimento firmato dal prefetto Gerlando Iorio, un’azienda che opera nel ciclo di lavorazione dei calcestruzzi e del trasporto di materiali edili.

«Nella delicata fase di emergenza sanitaria e di difficoltà economica che interessa l’intero territorio nazionale – si spiega al Palazzo di governo – prosegue e si rafforza l’impegno della prefettura e del Gruppo interforze antimafia per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo. Tale provvedimento, il quinto adottato dal prefetto Iorio nell’ultimo anno, costituisce il risultato tangibile del percorso intrapreso dalla prefettura».

Del Gruppo interforze fanno parte rappresentanti delle forze di polizia, dell’Ispettorato territoriale del lavoro, del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e della Direzione investigativa antimafia di Firenze.

La misura dell’interdizione, prevista dal Codice antimafia, impedisce al soggetto colpito dalla stessa di essere parte contrattuale della pubblica amministrazione, privandolo inoltre della possibilità di essere titolare di licenza o di autorizzazioni di polizia e di commercio.

«In particolare – specifica la prefettura – il provvedimento deriva da un’intensa attività di approfondimento svolta dal Gruppo interforze che ha portato – sulla base di accertamenti investigativi della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro – a individuare legami di parentela e frequentazioni da parte degli amministratori dell’azienda con persone coinvolte in procedimenti penali ed esponenti di spicco della consorteria criminale della ‘ndrangheta. Dall’attività di controllo è inoltre emersa la collusione degli amministratori dell’azienda rispetto agli interessi della criminalità organizzata, consolidata da una fitta rete di frequentazioni e di cointeressenze con ‘ndranghetisti che non possono definirsi occasionali, determinando, pertanto, la sussistenza dell’oggettivo pericolo di condizionamento ed inquinamento dell’attività dell’impresa».

L’azienda ha operato in questi anni in provincia di Pistoia e, attraverso l’iscrizione alla “white list” della prefettura (che ora le viene negata), avrebbe potuto partecipare agli appalti pubblici. —

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