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Colombo: «Troppi gli errori la dirigenza fa bene a lasciare»

Federico Guidi

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Federico Guidi

pistoia. Arancione nel cuore e protagonista della vita della città, tra i tanti ex della Pistoiese delusi dall’epilogo di questa stagione c’è anche Corrado Colombo. Anche lui, così come molti tifosi, ha seguito con apprensione i risultati dell’Olandesina negli ultimi mesi, sperando in un lieto fine che però non è arrivato.

«Ci ho sperato fino all’ultimo nel miracolo – confessa l’ex attaccante della Pistoiese – Se fosse andata a fare i play-out con la Pro Sesto sono convinto che la squadra si sarebbe potuta salvare. Poi, vedendo la partita di Gorgonzola, è stato l’epilogo e la chiusura del cerchio di un’annata gestita malissimo, con gravi errori. Ma non solo quest’annata qua, si è chiuso il ciclo di una gestione che è stata quasi fallimentare».

Uomo di calcio, bomber che in carriera ha vestito non solo la maglia della sua amata Pistoiese, dove è tornato alcuni anni fa indossando anche la fascia di capitano, ma anche casacche prestigiose come quelle di Inter, Atalanta, Spezia, Sampdoria, Torino e Livorno. Dal suo punto di vista gli errori di questa stagione per gli arancioni sono stati tanti e li elenca uno dopo l’altro: «In primis il fatto di non essere arrivati al centenario preparati e con uno zoccolo duro di giocatori della squadra costruito nel tempo. E poi tutte le scelte fatte: dal primo allenatore, al mercato di gennaio, fino al terzo allenatore chiamato. Tutto quello che c’era da sbagliare lo hanno sbagliato».

Per Corrado Colombo l’addio di Ferrari arrivato a nemmeno ventiquattro ore dalla retrocessione non è poi una sorpresa, quanto la decisione più ovvia e doverosa dopo il tragico epilogo di questa stagione, partita con ambizioni importanti e culminata con la discesa in Serie D.

«Il passo indietro di Ferrari – ha commentato l’ex capitano arancione – era scontato, ha fatto quello che doveva fare. Dopo un Centenario così, che rimarrà nella storia per una retrocessione è giusto che si sia chiamato fuori». Adesso, nell’incertezza di un futuro in cui l’Olandesina è senza presidente e pronta ad essere affidata a nuove figure, diventa importante gettare i buoni e giusti semi per riavvicinare una tifoseria e una città che negli ultimi anni ha perso entusiasmo e interesse verso la compagine arancione. «Ora – ha spiegato a riguardo Corrado Colombo – serve gente che sa fare calcio e che deve far tornare l’entusiasmo in città. A partire dalle nuove generazione, cominciando dai bambini e dalle scuole, per far così tornare la passione e l’amore per la maglia per la propria città, una cosa che a Pistoia si è persa. E poi basta con le operazioni simpatia: conta il campo e le vittorie, sono quelle che portano la gente».

Ma per ottenere le vittorie e il campo ci sarà da lavorare sodo senza perdere tempo e senza aspettare eventuaoli snetenze di ripescaggio o lungaggini burocratiche di altro genere. —

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