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Malore dopo il Covid, muore l’avvocato Vecchi

Martina Trivigno
Malore dopo il Covid, muore l’avvocato Vecchi

Forse un’embolia polmonare la causa del decesso a 58 anni. Contagiato a febbraio, era rimasto sempre asintomatico

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PISTOIA. Forse è stata un’embolia polmonare come conseguenza del Covid, ma soltanto l’autopsia potrà stabilirlo. Fatto sta che, ieri, l’avvocato Daniele Vecchi, 58 anni, di Pistoia, è morto all’improvviso. Disperata la corsa all’ospedale San Jacopo di Pistoia, così come i tentativi per salvargli la vita. Ma alla fine, per il legale, non c’è stato più nulla da fare. E i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Resta solo tanto dolore, ora, per la perdita di un avvocato molto conosciuto in città che lascia i due figli, la compagna Paola, i genitori e il fratello Vittorio.

Vecchi aveva contratto il virus nel febbraio scorso, ma il decorso della malattia era stato pressoché asintomatico. Dopo 21 giorni da quel tampone positivo, come da protocollo, il legale aveva ottenuto dall’Asl l’autorizzazione a interrompere l’isolamento. Ieri, intorno alle 13,30, il malore. E un nuovo tampone – eseguito in ospedale – che lo collocava, ancora, tra i positivi, anche se a bassa carica. Sarà l’autopsia, nei prossimi giorni, ad accertare la causa della morte di Vecchi. Ma gli amici, intanto, si stringono intorno al dolore dei familiari. «Daniele è stata la prima persona che ho conosciuto, quando sono arrivato a Pistoia da Reggio Calabria – ricorda l’avvocato Giuseppe Roscitano –. Ricordo che lo vidi passare con la ventiquattrore, in piazza Mazzini. Allora gli chiesi se anche lui fosse un collega. Mi disse che era un praticante dello studio dell’avvocato Belli. Diventammo amici e mi ospitò anche a casa sua, per qualche tempo, in attesa che trovassi un appartamento: era il 1992».

Quella di ieri per l'avvocato Vecchi - che divideva lo studio con il collega Paolo Frosini - era una giornata come tante. Poi il malore, inaspettato. I soccorsi, l'ospedale, i tentativi di rianimarlo. E i familiari e gli amici, in attesa, davanti alla porta d'ingresso dell'ospedale San Jacopo. Con la speranza che ci fossero al più presto buone notizie. Che, purtroppo, non sono mai arrivate. «Daniele era una persona perbene – conclude l'avvocato Roscitano –. Uno di quegli amici su cui potevi contare, sempre. Una persona perbene, la cui mancanza sentiremo moltissimo. Tutti quanti. Non solo nell'ambiente forense, ma nella vita di tutti i giorni». Intanto, è già stata predisposta l'autopsia per determinare le cause della morte. Soltanto a quel punto la salma sarà restituita ai familiari. —

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