Il Tirreno

Pistoia

servizio pediatrico a rischio 

«L’Asl dia incentivi ai medici per farli venire in montagna»

Carlo Bardini

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Carlo Bardini

Cutigliano. «L’Asl deve trovare il modo di incentivare i medici a venire in montagna, altrimenti si ripeterà sempre la solita storia: nessuno vuole salire quassù»: è l’opinione del sindaco di Abetone-Cutigliano Alessandro Barachini, che commenta la notizia che anche il servizio di pediatria sarà a rischio dalla prossima settimana.

Infatti, l’attuale pediatra resterà in servizio solo fino a venerdì, poi, avendo vinto un concorso, resterà a lavorare a Pistoia, e per i prossimi sei mesi farà solo una consulenza pediatrica una volta alla settimana, a San Marcello. Nel frattempo nessun altro medico pediatra ha accettato di sostituirla. E quando i sei mesi finiranno?

«In primis, l’ospedale della montagna non è più tale da tempo – lamenta Barachini – poi, i problemi della guardia medica, con turni non fatti, come, ad esempio, in occasione della scorsa Pasqua. Inoltre, le difficoltà nel rimpiazzare i medici di famiglia che vanno in pensione. E adesso il servizio pediatrico. Credo, e recentemente l’ho fatto presente anche alla Società della salute, che l’Asl debba trovare il modo di incentivare i medici a venire anche in montagna. Dare loro qualcosa di aggiuntivo che li invogli. Non è detto che sia solo un incentivo economico. Potrebbe essere un alloggio, una segretaria, basta che abbiano quel quid in più per essere invogliati a venire da noi. Sappiamo tutti la problematica legata ai numeri ma va superata».

Sull’argomento del servizio pediatrico chiede spiegazioni anche il gruppo di Fratelli d’Italia San Marcello Piteglio.

«La dottoressa continuerà a svolgere attività di consulenza pediatrica ambulatoriale in montagna, ma solo un giorno a settimana, e per poche ore. Anche in condizioni di normalità la carenza di pediatri sarebbe certamente un grave problema per il nostro territorio e lo è ancor più in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Basti pensare – afferma Chiara Venturi, portavoce del partito – che è il pediatra a dover prescrivere il tampone ai bambini che presentano sintomi influenzali o che sono venuti a contatto con sospetti positivi al Covid. Dato che il servizio di consultorio pediatrico è provvisorio, ci domandiamo cosa accadrà tra qualche mese se non venisse trovato il sostituto. C’è il rischio di perdere il pediatra in montagna? Chiediamo chiarimenti sulla situazione e più attenzione per la nostra montagna perché le persone che la vivono, hanno tutto il diritto di avere i servizi essenziali». —

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