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Cultura dimenticata accuse al Comune «Zero idee e soldi mancano i progetti»

Elisa Pacini
Cultura dimenticata accuse al Comune «Zero idee e soldi mancano i progetti»

Il capogruppo Pd, Walter Tripi, replica all’assessore Semplici sul caso dell’esclusione dal sistema museale nazionale

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Elisa Pacini

PISTOIA. «La mancanza di chiarezza sulla questione musei, l’errore grave che ha portato Pistoia a restare fuori per quest’anno dall’accreditamento al sistema regionale e nazionale, si inseriscono in una generale scarsa attenzione al tema cultura».

Torna a incalzare il Comune sul tema delle politiche culturali Walter Tripi, capogruppo del Pd in Palazzo di Giano. Lo fa ripartendo dalle parole dell’assessore Margherita Semplici, che al Tirreno aveva spiegato l’esclusione dei musei comunali dal sistema nazionale con un difetto di compilazione del questionario, aggiuntosi al problema tecnico inizialmente indicato come causa della bocciatura da parte della Regione di “Fabroni”, “Museo dello Spedale” e “Casa-studio di Fernando Melani”.

«Sul sistema museale c’è stata una totale mancanza di chiarezza – dice Tripi – In commissione ci era stato riportato solo l’errore informatico sulla piattaforma di compilazione, di cui non c’è traccia. Il Comune ha sbagliato a fare la domanda e per quest’anno è fuori dal sistema museale. Il nuovo bando che scade il 7 maggio infatti vale per il prossimo anno e spero che stavolta la domanda venga compilata bene».

Il caso specifico, ribatte Tripi, va collocato in una generale mancanza di idee, progetti e risorse per la cultura.

«Tanto che molti altri Comuni hanno fatto attività culturali in questo periodo di chiusure dei musei, magari in forma digitale – continua – mentre a Pistoia non si è fatto nulla, se non iniziative in proprio, come quelle della Biblioteca San Giorgio. La mancanza di idee si palesa nel fatto che sulla cultura non si mettono sopra soldi: la nostra mozione per aggiungere al bilancio risorse per programmare ulteriori azioni alla biblioteca è stata respinta».

Quello che si fa “capita”, evidenzia Tripi, tornando sul prezioso lavoro del ricercatore universitario Giacomo Guazzini al Museo Civico, di cui «non c’è progettazione di come utilizzare questo studio». E sul Museo Marini dice che «non si può solo aspettare gli altri, ma deve essere il Comune a mettere in campo progetti e tirare le fila».

«Oltretutto, la chiusura del museo Marini – continua è venuta a crearsi con il sindaco nel cda della Fondazione».

Tripi ribatte sulla parola “chiusura” della cultura pistoiese, non solo per le disposizioni anti Covid, che hanno condizionato pesantemente questo settore: «L’attività culturale di Pistoia è chiusa ai comuni limitrofi, come dimostra il sistema museale minuscolo proposto dalla giunta, dove ci sono solo poche realtà della provincia. Quando invece si dovrebbe aver l’ambizione di tirare le fila di un sistema che la copra tutta e metterla in relazione con Firenze e il resto della Toscana. Siamo tra i comuni della provincia meno attivi in termini culturali e ne siamo il capoluogo. Totalmente fuori dal progetto degli Uffizi diffusi, per il quale comuni più piccoli e meno legati a Firenze, hanno già presentato i loro progetti».

Sui cardini della programmazione culturale ribaditi dall’assessore Semplici – il Fabroni riqualificato col nuovo giardino e San Jacopo in Castellare – Tripi evidenzia che tali progetti era stati «tutti ereditati dal passato e semplicemente portati avanti. L’eredità di Capitale della cultura è stata distrutta. Doveva essere l’accensione di una luce, e, invece, di nuovo non c’è nulla». —

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