Gioco
Un patrimonio in degrado da anni Ora Ville Sbertoli è in attesa di riscatto
Legambiente e studenti pistoiesi accendono i riflettori sull’ex ospedale psichiatrico ospitato nel complesso liberty
Elisa Pacini
PISTOIA. Riaccendere la luce sulle Ville Sbertoli, uno dei luoghi storicamente e culturalmente più importanti di Pistoia diventati anno dopo anno purtroppo simbolo di degrado. Ad accodarsi alla lunga serie di cittadini e associazioni che, da anni, chiedono alla politica più attenzione sull’ex ospedale psichiatrico nel monumentale complesso liberty oggi abbandonato, stavolta sono gli studenti pistoiesi insieme a Legambiente. Che siano i millennials a farsi portavoce dell’ennesimo grido di dolore verso lo stato di abbandono di un luogo strappato alla collettività, anche perché dopo l’ultimo cambio di proprietà (dal Comune all’Asl) è stato sbarrato anche l’accesso agli immensi giardini da cui si apre una vista mozzafiato sulla città, è particolarmente significativo. Perché quello che sanno sulle Ville Sbertoli gli è stato raccontato, visto che l'ex manicomio diretto da Agostino Sbertoli dal 1864, divenuto dopo la guerra Ospedale NeuroPsichiatrico pistoiese, è stato chiuso definitivamente nel 2011 dopo aver ospitato il corso di laurea di Scienze infermieristiche. «Non aver mai visto aperta questa struttura è una delle motivazioni che ci spinge a chiedere che la politica si interessi al suo recupero – dice Edoardo Pisaneschi, studente del Liceo Scientifico – Pensare che un luogo così importante venga lasciato in questo stato fa male». «Potrebbe diventare un ecomuseo – dice Lavinia Fondi, studentessa universitaria di Beni Culturali – riqualificando gli ambienti e facendo qualcosa per i giardini». Già, lo spazio verde. «Venti ettari con alberi secolari» precisa Andrea Ottanelli, storico e autore di un libro che ripercorre gloria e declino delle Ville Sbertoli, che partecipa all’incontro più che pacifico interrotto un po’ bruscamente da un’auto di una società privata di vigilanza che chiede agli intervenuti di fare posto ed entra in quei cancelli oggi arrugginiti che a fine Ottocento furono forgiati dalle prestigiose Officine Michelucci.
Il complesso è destinato alla vendita da Asl e Regione insieme all’ex Ceppo, la giunta Tomasi ha modificato le condizioni di acquisto a favore di eventuali privati interessati. «Negli anni ci sono stati progetti, percorsi partecipativi di idee ma non se n’è mai fatto di nulla – dice Ottanelli – Il progetto degli anni ’90 degli architetti Bassi e Morello era bellissimo. Le Ville Sbertoli sono un edificio di altissimo pregio, cinte da giardini purtroppo vandalizzati». «Non siamo talebani del pubblico – dice Antonio Sessa di Legambiente – sappiamo che i soldi servono ma un bene della città non può andare in rovina senza che nessuno dica una parola. Mettiamo in sicurezza le ville e restituiamo il parco alla città. La pandemia dovrebbe averci insegnato quanto è importante il verde». Alla vigilia del 25 aprile, Marco Leporatti evidenzia come le Ville Sbertoli siano parte fondamentale anche della guerra di Liberazione: «Durante la guerra, il carcere di Santa Caterina fu trasferito qui. La Brigata di Silvano Fedi liberò qui i prigionieri politici». —
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