Gioco
Le sorelle pistoiesi col fucile simbolo della Liberazione
Fu scattata a Pistoia la foto diventata famosissima di Lina e Liliana Cecchi. «È la pluralità della Resistenza: uguaglianza dei discriminati e ruolo delle donne»
PISTOIA. La storia della Resistenza pistoiese attribuisce a Lina e Liliana Cecchi quel ruolo di primo piano eternamente tramandato ai posteri anche dalla loro foto più famosa. Quella scattata nei giorni della Liberazione di Pistoia, nel settembre del ’44, da un fotografo americano al seguito dell’esercito alleato che incontra un gruppo di partigiani con una forte componente femminile.
Gonna al ginocchio e fucile in spalla, la ventunenne Liliana e la diciassettenne Lina, colorano il bianco e nero della foto col carisma delle “partigiane combattenti” come sono ricordate anche sul cartello della via che da qualche anno in zona Panorama porta il loro nome. Una foto talmente potente che ha valicato le mura della città, diventando una delle istantanee più famose della Resistenza italiana fondamentale per la Liberazione dal nazifascismo che oggi celebra il suo 76° anniversario. Sempre più spesso pubblicata su riviste, libri, documentari tv a corredo del racconto della lotta partigiana, quasi mai però è identificata con la città in cui è stata scattata. Capita infatti che la cartolina più famosa della Pistoia antifascista nel mondo, sia accostata alla Liberazione di Roma o al sud Italia, riportando tempistiche sbagliate. «Dai vestiti estivi abbiamo la conferma che sia stata scattata il 12 settembre 1944», dice Matteo Grasso, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza con cui ricostruiamo la storia purtroppo non così nota di un’immagine universalmente conosciuta, che da qualche anno fa parte di uno degli archivi di una delle più grandi agenzie di fotogiornalismo internazionale, l’americana Getty Images. «Si trova anche sul loro sito ed è disponibile a pagamento – spiega Grasso grazie alle testimonianze dei consiglieri dell’istituto tra cui quella fondamentale di Stefano Bartolini – purtroppo con una data sbagliata, si parla di dicembre 1944 e manca la localizzazione precisa. Probabilmente Getty Images ha acquisito foto di archivi dell’esercito americano. Questa foto tornò a Pistoia negli anni ’70 quando il fotografo americano venne in Italia forse in vacanza e la donò alla città. Sappiamo che è scattata nei giorni successivi all’8 settembre, liberazione di Pistoia. Al seguito delle truppe alleate, ce n’erano altre tutte americane adibite a fare foto e video. Nelle città liberate come nei campi di concentramento. Il fotografo trovò questo gruppo di partigiani e scattò quella che è diventata una foto simbolo soprattutto per le donne nella Resistenza».
Anche l’Istituto storico della Resistenza pistoiese ha scelto come prima pagina del proprio sito internet l'immagine delle sorelle Cecchi, partigiane “sanmarchine”, figlie di un quartiere popolare, col cuore antifascista ferito dalla strage di San Lorenzo del 12 settembre 1943 . «E’ una foto importante – dice Grasso – perché rappresenta la pluralità della Resistenza. Ci sono altre donne, seminascosta c’è anche Bumeliana Pisaneschi, c’è Israele Bemporad, un partigiano ebreo e sullo sfondo c’è un partigiano sovietico che si unì alla lotta partigiana. E’ una foto simbolica della Resistenza, come epoca di riscatto. C’è l’uguaglianza di fronte alla lotta di donne ed ebrei che il fascismo aveva discriminato. Ma l’importanza sta anche nel fatto che l’abbia scattata un fotografo americano: i rapporti tra la Resistenza e l’esercito alleato non furono sempre facili, qui però si riconosce l’importanza dei partigiani nella Liberazione della città». Probabilmente scattata davanti alla chiesa di San Filippo, alla confluenza tra via Curtatone e Montanara e via Abbi Pazienza, di sicuro nel centro di Pistoia, città in cui Liliana e Lina Cecchi hanno sempre vissuto fino alla scomparsa avvenuta rispettivamente nel 1998 e 2002. Peccato che di Pistoia non ci sia traccia nelle tante pubblicazioni della foto, sul cui sfondo si vedono tra l'altro manifesti con la scritta “Uomini del pistoiese”. «Sarebbe un bel riconoscimento alla città se ne venisse riconosciuta l’origine – dice Grasso – Il Comune, le istituzioni potrebbero rivendicarne la localizzazione e sono certo che oltre a noi, anche associazioni come Anpi e Cudir sosterrebbero l’istanza. Potrebbe essere un obiettivo per il 25 aprile 2022». —
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