Sicurezza
Riaperture all’esterno ristoratori preoccupati dal freddo e dalla pioggia
In molti sulla montagna preferiscono non correre rischi riempiendo i frigoriferi e sfidando un meteo ritenuto ancora troppo ballerino
Carlo Bardini
San Marcello. C’è chi lo spazio esterno non ce l’ha. Chi invece ha paura delle condizioni meteorologiche e rinuncia in partenza. Chi aspetta per capire come andranno le cose e chi invece ha già preso diverse prenotazioni per i primi di maggio. In ogni caso sono tante le perplessità sulla decisione del governo di dare ai ristoratori la possibilità di riaprire a pranzo e a cena dal prossimo 26 aprile, purché all’esterno.
Sulla montagna pistoiese mangiare all’esterno già dalla fine di aprile è troppo rischioso e quindi molti ristoranti preferiscono restare chiusi.
«Non ci provo nemmeno – spiega Silvia Vignozzi, della pizzeria-ristorante “Il Cielo” di Campo Tizzoro – perché non sono attrezzata, pur avendo uno spazio esterno. Sarebbe un grosso rischio. Il meteo in questo periodo è ballerino e io non me la sento di provare ad aprire all’esterno, riempirmi i frigo e rischiare di mandare tutto in rovina. Secondo me questa non è una soluzione adatta per il nostro settore».
Domani sapremo se la Toscana diventerà di colore “giallo rafforzato”, con la possibilità per i ristoranti di ospitare i clienti all’esterno sia a pranzo che a cena, fino alle 22.
«No, non apriremo da lunedì – spiegano all’albergo Franceschi di Gavinana – Innanzitutto per motivi logistici, ma anche per ragioni relative al meteo. Di sera è improponibile, ma anche di giorno: oltre alle temperature non idonee, c’è il rischio di pioggia. Eppure ci troviamo davvero in difficoltà, ma questa non è una soluzione. Sarebbe stato meglio poterci dare la possibilità di lavorare all’interno almeno con un 30 per cento di capienza. Noi abbiamo 120 posti, le distanze sarebbero state perfette. Sarebbe stato ideale».
A Prunetta, un’altra reazione negativa. «Per il Momento non apriremo – spiegano al ristorante Le Lari – perché abbiamo dei lavori da terminare, ma anche perché non crediamo sia il periodo più ideale per mangiare all’esterno quassù da noi. Fare programmi adesso è un po’ prematuro. Secondo le regole che indicheranno in futuro, saremo più propensi ad aprire a maggio».
Più ottimista Andrea Alisi, del ristorante “Nonno Cianco” di Cutigliano. «Siamo prontissimi per accogliere i clienti – spiega Alisi – e ne siamo felici. È vero che la sera è ancora proibitivo da noi ospitare all’esterno ma di giorno è possibilissimo. Ho una terrazza che si presta alla perfezione e ho già molte prenotazioni per il primo e per il 2 maggio. Questo perché, secondo me, la gente ha così tanta voglia di uscire e di tornare alla normalità che non la spaventa una ventata o una temperatura non troppo estiva. Inoltre, ho raccomandato loro di venire ben vestiti. Immagino che non sia una soluzione ottimale per tutti, visto che non sempre ci sono spazi esterni, ma è un modo per cominciare a ricominciare». —
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