Il Tirreno

Pistoia

lutto 

L’addio di Maresca ad Ascanio Bizzarri amante delle foreste

C.B.

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Maresca. È stato salutato con un applauso dai tanti amici che gli volevano bene e che ieri hanno voluto essere presenti nella chiesa di Maresca per dargli l’ultimo saluto. “La buona montagna”, come l’ha definita Roberto Fedeli durante la messa, ieri ha pianto Ascanio Bizzarri.

Marescano, Ascanio Bizzarri ha speso la sua vita a coltivare la passione per il legno, occupandosi del taglio di alberi d’alto fusto, trasformandola nel suo lavoro con la sua azienda agricola forestale, fino a poco tempo fa.

«Una persona buona ed altruista – è il ricordo del figlio Franco – che ha saputo coltivarsi tanti amici. Era apprezzato anche per la sua innata correttezza. Un grande lavoratore, amante del legno, con una forte passione per il suo lavoro. Mio padre in passato ha fatto anche l’autotrasportatore, con il suo camion, per tante aziende della montagna».

«Era la testimonianza – ha detto Roberto Fedeli – di come sa fare solo chi ha vissuto la montagna da instancabile e fiero selvicoltore, portatore di quella tradizione forestale che a Maresca si può respirare e conoscere. Interprete di un ruolo che solo i Bizzarri della “Forra Matta” sono stati capaci di svolgere nelle diverse fasi che hanno caratterizzato le foreste pistoiesi, e quella del Teso in particolare. Sei stato un grande, mite Ascanio, proprio per quei tuoi modi educati, sempre pronto ad ascoltare con quella curiosità che solo chi ha rispetto degli altri esprime. A me piace ricordarti su quelle coste dei “Monticelli” dove la foresta sembrava ti aspettasse per essere curata».

Ascanio Bizzari lascia il figlio Franco, la nuora Maurizia e le due nipoti Giorgia e Gemma. —

C.B.

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